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Uno spiraglio per il Sahara Occidentale


Dopo quindici anni di guerra e cinque di stallo, si riapre uno spiraglio per il Sahara Occidentale. La mediazione del rappresentante speciale delle Nazioni Unite James Baker è riuscita a strappare un accordo di massima ai due contendenti, il governo del Marocco e il Fronte Polisario, riuniti dal 12 al 16 Settembre a Houston, negli Stati Uniti. I contenuti dell'accordo, in attesa di una soluzione definitiva ai punti più controversi, sono stati resi noti solo nelle loro linee generali. Il famigerato referendum sull'autodeterminazione dell'ex colonia spagnola sotto occupazione marocchina, previsto per il 1992 e mai realizzato, dovrebbe tenersi tra "dieci - undici mesi". Il quesito referendario sarà ancora quello previsto dal piano di pace di cinque anni fa: indipendenza o integrazione. Sulla spinosa questione dell'identificazione dei votanti, scoglio sul quale si è arenata la consultazione nel 1992, Baker ha affermato che sarebbero "circa 80mila", cifra che accontenterebbe i Saharawi, respingendo al contempo le richieste marocchine di tre volte superiori. Nel frattempo, un altro elemento viene a turbare il già precario accordo: le elezioni legislative marocchine previste per la fine di Ottobre, che dovrebbero svolgersi in tutto il regno, compresi i territori implicati nel futuro referendum.


Da Jeune Afrique settembre 1997

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