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Dichiarazione del ministro delgi esteri
Lamberto Dini

Il Coordinamento,
credendo anche di interpretare le valutazioni degli oltre 100 Enti Locali gemellati con le Tendopoli Saharawi della regione,
esprime
profonda preoccupazione per le dichiarazioni del Ministro degli Esteri On. Lamberto Dini, dopo il recente viaggio nel Regno del Marocco per l'emergenza clandestini. Gli elogi del Ministro nei confronti di Rabat, in special modo rispetto alla situazione politica, economica e dei diritti umani ci sembrano non vere riguardo ad un sistema di potere del Re che di fatto costringe alla emigrazione, ogni anno, varie migliaia di cittadini poveri mentre la Casa Reale è una delle più ricche del mondo e rimangono pressanti le domande del mondo democratico e culturale sulla utilità delle migliaia di miliardi di lire che la Unione Europea elargisce da tempo per sostenere uno sviluppo economico che ci pare riguardi ad oggi solo la famiglia reale;
ricorda
i rapporti di Amnesty International sulle migliaia di desaparecidos di opinione marocchini e saharawi che certamente saranno citati nel prossimo Convegno della Organizzazione Umanitaria proprio in Marocco;
ricorda
l'occupazione illegale del Sahara Occidentale che ormai da oltre venti anni non consente a detta popolazione di riunirsi in uno Stato Libero;
invita
tutto il mondo democratico a lavorare per consetire l'effettuazione del referendum di autodeterminazione per il Sahara Occidentale deciso nel 1991 dall'ONU e recentemente rilanciato dagli accordi di Houston tra Marocco e Fronte Polisario, accordi che sanciscono che la popolazione Saharawi (e solamente Saharawi) debba votare sul futuro del Sahara Occidentale (non si comprendono forse appieno le dichiarazioni del Ministro Dini, trasmesse continuamente della televisione marocchina, in merito alla salvaguardia dei confini territoriali del Marocco);
invita infine
i mass-media a dare il massimo risalto a tale questione che oltre alle sua intrinseca ricchezza di valori democratici è, pensiamo, utile per comprendere alcuni preocessi storici nel Maghreb e nell'Africa intera.


1 Agosto 1998

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