Un video e un cd made in Italy per sostenere la causa dei
Saharawi
Dice un proverbio Saharawi: "Solo le donne riescono
a far fiorire l'Hammada". In questo deserto algerino,
uno dei più inospitali della terra - dove parte del
popolo del Sahara Occidentale si è rifugiato dopo l'annessione
del loro Paese da parte del Marocco - e le donne hanno dato
vita a un esperimento di organizzazione e progresso sociale
straordinario. Nella gigantesca tendopoli di Tindouf sono
riuscite a realizzare il modello di quello che, secondo le
speranze di 300.000 esuli, dopo il referendum de 7 dicembre
prossimo, sarà il loro Stato indipendente. La popolazione
è suddivisa in unità e sotto unità amministrative;
in ogni sotto unità ci sono cinque comitati popolari
- artigianato, sanità, educazione, giustizia e alimentazione
- tutti gestiti dalle donne, che nel corso di più di
vent'anni di esilio sono riuscite a conservare così
la cultura Saharawi, la salute dei profughi e a sradicare
quasi totalmente l'analfabetismo. E sono ancora le donne,
con le loro paure, i ricordi, le speranze, le protagoniste
del video Saharawi - voci distanti dal mare, girato nell'Hammada
(dove ha sede la Repubblica Araba Saharawi Democratica), da
Patrizio Esposito, con riprese del regista Mario Martone,
di Enzo di Terlizzi e Silvia Salanga. Il video si trova nelle
librerie Feltrinelli (a 12.000 lire) e fa parte di un progetto
a sostegno del Fronte Polisario, che combatte per l'indipendenza
nel Saharawi. Stesso titolo del film e stesso scopo ha un
cd a suo modo world music, che raccoglie i canti tradizionali
per la patria, il Profeta, il mare lontano, e anche il suono
prodotto dal vento attraverso le bocche da fuoco dei carri
armati, conquistati all'esercito nemico, il tutto registrato
nei campi di Smara e Dakla. |