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PROMEMORIA PER LA XXVI CONFERENZA EUROPEA
DI SOLIDARIETA' AL POPOLO SAHRAWI
Bruxelles - 24-26 Novembre 2000

Pensiamo sia utile fornire alla delegazione italiana che partecipa alla XXVI Conferenza di coordinamento del sostegno al popolo sahrawi (Bruxelles 24-26 novembre 2000) un breve promemoria contenente le proposte (suggeriteci da comitati, associazioni e singoli amici) da avanzare, a nome della delegazione, nel corso dei lavori di gruppo della Conferenza.

GRUPPO DI LAVORO "MOBILITAZIONE POLITICA"

1. Per esercitare nei confronti del Marocco anche una pressione economica e considerato che la parola d'ordine del boicottaggio commerciale, turistico, ecc. si e' sempre rivelata impraticabile, si e' proposto:
- un attento monitoraggio sugli accordi bilaterali di cooperazione e sugli accordi di associazione, pesca, ecc. nei confronti dell'UE. Far presente che in Italia si sta facendo una campagna perché la remissione del debito al Marocco operata dal Governo italiano sia sottoposta a precise condizioni di rispetto degli accordi internazionali e di conseguenza che i fondi liberati dalla cancellazione del debito non debbano esser utilizzati ne' per spese militari ne' per spese economiche nei territori occupati e nei confronti di risorse (fosfati, pesca) appartenenti alla popolazione che deve autodeterminarsi.

2. Organizzare un "referendum simbolico' nelle piazze del più gran numero di città europee, con banchetti e gazebo e urne, invitando i cittadini europei a pronunciarsi a favore della sollecita attuazione del referendum nel Sahara occidentale.

3. Organizzare in occasione del 27 febbraio (25 anniversario RASD) manifestazioni in una piazza di ciascuna capitale europea, installando una tenda sahrawi con diffusione di materiale informativo e raccolta di firme di cittadini in calce a lettere dirette al proprio governo, all'U.E, e a Kofi Annan per la rigorosa applicazione del piano di pace. Le lettere potrebbero poi esser consegnate da delegazioni di sindaci di città gemellate alle rappresentanze locali dell'ONU e dell'UE e al proprio Ministero degli esteri. A Roma si aggiungerebbe anche lettera diretta al Papa.

4. Mantenere la pressione sul Parlamento Europeo in ciascuna sessione plenaria, inviando delegazioni che facciano opera di lobby e poi partecipino alla riunione dell'intergruppo, affidando ogni sessione a un paese diverso.

GRUPPO DI LAVORO SUL "RUOLO DELLE DONNE"

1. Chiedere alla Commissione dei Diritti delle Donne del Parlamento Europeo un incontro con una delegazione rappresentativa dell'Unione Donne sahrawi e dei Comitati nazionali di sostegno dei diversi paesi europei;

2. Analogamente a quanto la Commissione Esecutiva dell'Unione Europea ha fatto, anche con adeguati finanziamenti, per promuovere il dialogo tra donne palestinesi ed israeliane, chiedere che un'iniziativa analoga venga assunta per tentare un dialogo per la pace tra donne sahrawi e donne marocchine.

GRUPPO DI LAVORO "DIRITTI UMANI"

1. Accentuare la campagna di denuncia sulle violazioni dei diritti umani in Marocco anche nei confronti dei sudditi marocchini o di stranieri (espulsione di giornalisti, ecc.) nonché della libertà di stampa, ecc.

2. Maggiore mobilitazione e informazione sull'intifada sahrawi: petizione contro la repressione?

3. Utilizzare la "mostra" itinerante "Necessità dei volti" realizzata da Patrizio Esposito con le fotografie dei prigionieri marocchini, per far conoscere l'iniziativa dandole sviluppi successivi; pubblicazione di un libro in più lingue e infine cercando anche di farle pervenire alle loro famiglie. Insomma cercare di spezzare il muro di silenzio che copre in Marocco la sorte dei marocchini caduti o prigionieri.

GRUPPO DI LAVORO "OSSERVATORIO"

Si ritiene che si debba riconvertire l'attività di osservazione in un'azione di monitoraggio sulla attuazione del piano di pace, la repressione nei territori, ecc.


GRUPPO DI LAVORO "CITTÀ' GEMELLATE"

Proporre una Conferenza europea ( in Italia? in Spagna? in Francia?) di tutti gli enti locali europei gemellati con località sahrawi, promossa da una o più città' gemellate.


GRUPPO DI LAVORO "AIUTI UMANITARI"

1.Si ritiene necessario raccomandare, anche in considerazione del fatto - positivo - che, almeno in Italia, cresce il numero di Ong impegnate in progetti di sviluppo e di aiuto umanitario, che le Ong partecipino più attivamente al movimento di solidarietà politica.

2. Si ritiene necessario che vengano discusse le modalità delle vacanze estive dei bambini: si tratta di un'attività, almeno in Italia, di grande rilevanza anche politica; ma si lamentano non pochi inconvenienti: sembrerebbe esserci nelle famiglie sahrawi - e anche negli accompagnatori - una maggiore propensione per l'ospitalità in famiglia, ma tale modalità dà anche luogo a difficoltà nei confronti delle autorità, pressioni delle famiglie per ospitare sempre gli stessi bambini, ecc. Difficoltà si riscontrano anche perché talora i bambini che arrivano non sono quelli previsti (sesso, età, bambini attesi in Spagna arrivano in Italia e viceversa ecc.) e per l'estrema incertezza nelle date di arrivo degli aerei. Vi e' inoltre il problema dei cosiddetti rientri per motivi sanitari (passaporti individuali, visti, chi deve accertare il bisogno sanitario, ecc.). Sarebbe utile conoscere meglio l'orientamento delle autorità sahrawi e concordare sia tra i paesi ospitanti che con i sahrawi modalità certe e comuni.


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