Roma, 23 dicembre 2000. Il Fronte Polisario, il movimento
di liberazione del Sahara Occidentale, considera l'annunciato
passaggio del Rally Parigi-Dakar attraverso la frontiera tra
il Marocco e il Sahara Occidentale come una rottura del cessate
il fuoco in vigore dal settembre 1991. Il Rally, che partirà
dalla capitale francese il primo di gennaio, dovrebbe attraversare
la frontiera entro la prima decade del mese. Se così
fosse il Polisario si riterrà libero dal vincolo della
tregua.
Il cessate il fuoco venne proclamato dal Polisario e da Rabat
nel quadro di un piano di pace dell'Onu per il Sahara Occidentale,
in gran parte occupato militarmente dal 1975 dal Marocco,
in vista di un referendum di autodeterminazione. Il piano
di pace prevede che nessun atto possa pregiudicare la sovranità
di un territorio che l'Onu considera ancora da decolonizzare.
Per questo da anni il Polisario denuncia lo sfruttamento delle
miniere di fosfati di Bou Craa, e delle coste sahrawi, tra
le più pescose del mondo. Lo sfruttamento di quest'ultime
avviene peraltro con la complicità dell'UE che negli
accordi di pesca col Marocco si è rifiutata di indicare
chiaramente le acque territoriali marocchine, internazionalmente
riconosciute, come limite delle attività dei pescherecci
europei.
E' dunque in un quadro di continue palesi violazioni del
diritto internazionale che si situa questa ennesima provocazione
del Marocco, complice anche in questo caso un paese dell'UE.
L'Associazione nazionale di solidarietà con il popolo
sahrawi denuncia questa violazione del piano di pace da parte
del Marocco e degli organizzatori francesi. Invita il governo
italiano, che ufficialmente sostiene tale piano, ad adoperarsi
affinché il Rally non imbocchi la pericolosa strada
della rottura della tregua.
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