L'appello del Presidente Mohamed Abedl-Aziz perché
la Regione impegni il Governo e l'UE a sostenere il referendum
autodeterminativo.
Quanta dignità può avere il popolo più
sfigato e calpestato del mondo? Tanta, tantissima. Ha qualcosa
di sovrumano la compostezza con cui i Saharawi continuano
a rivendicare la loro identità di popolo. Dopo oltre
vent'anni di occupazione militare da parte del Marocco, le
promesse dell'Onu e dello stesso governo marocchino di un
referendum per l'autodeterminazione sembrano svanire come
miraggi, sparire come fa l'acqua nel deserto. E così
ecco arrivare un nuovo, ennesimo appello alla Toscana amica,
perché impegni il Governo italiano e l'Unione Europea
a sostenere il referendum. Teatro della richiesta è
stata stavolta Pistoia, dove il Presidente della Repubblica
africana Mohamed Abdel-Aziz è venuto di persona ad
incontrare gli enti toscani gemellati con i Saharawi. "La
dignità è il nostro obiettivo", ha detto
Abdel-Aziz, ricordando che a Febbraio ci sarà una riunione
del Consiglio di Sicurezza Onu per il Sahara Occidentale.
Da qui la richiesta di esercitare pressioni sul Marocco per
lo svolgimento del referendum, che doveva svolgeri ben prima
del 2000 e che invece potrebbe slittare addirittura alla metà
del 2001.
Ad ascoltare Abdel-Aziz c'erano tra gli altri il Presidente
provinciale Gianfranco Venturi, il Sindaco Lido Scarpetti,
il Presidente regionale Vannino Chiti. Proprio Chiti ha ribadito
che la Toscana continuerà ad assicurare sostegno al
popolo Saharawi, scacciato della sua terra e costretto oggi
a sopravvivere in tendopoli di fortuna allestite nel deserto
algerino. Ma proprio qui, in una terra di nessuno priva di
tutto ai confini con il Marocco e la Mauritania, i Saharawi
continuano a tenere alta la speranza di poter tornare nella
loro (poverissima) terra.
Pur sapendo ormai fin troppo bene che i tempi della comunità
internazionale possono essere profondi come le dune del deserto.
Di Alessandro Rabbiosi |