| In vista della prossima visita del re del Marocco
Mohamed VI in Italia (prima decade di aprile), una lettera al
presidente del Consiglio Massimo D'Alema è stata indirizzata
dai partecipanti alla Conferenza "Un referendum per la
pace, i diritti del popolo sahrawi" che si è tenuta
ieri nella sala del Carroccio in Campidoglio, alla presenza
di parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, di amministratori
locali, compreso il rappresentante del sindaco di Roma Rutelli,
e di numerose associazioni di solidarietà internazionale
e del rappresentante del Fronte Polisario in Europa Mohamed
Sidati.
Nella lettera, dopo aver ricordato la recente risoluzione
votata dalla Commissione Esteri della Camera che chiede al
governo un impegno a favore del piano di pace delle Nazioni
Unite per il Sahara Occidentale, si invita il presidente del
Consiglio a ribadire negli incontri con il re la necessità
dell'effettiva applicazione del piano di pace e l'urgenza
di giungere al più presto alla celebrazione del referendum
di autodeterminazione del popolo sahrawi come previsto dal
piano stesso.
Va ricordato infatti che all'inizio di quest'anno, nel momento
in cui le Nazioni Unite hanno completato la preparazione delle
liste elettorali per la tenuta del referendum, il governo
di Rabat ha avanzato una valanga di ricorsi che hanno posto
il segretario dell'Onu nell'impossibilità di fissare
la data del voto, tenuto conto anche delle eccezioni che da
tempo la parte marocchina solleva in continuazione. In tal
modo il referendum da molti anni è costantemente rinviato,
e ciò legittima tutti i dubbi sulla effettiva volontà
del Marocco di por fine all'occupazione coloniale del Sahara
Occidentale che dura ormai da 25 anni.
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