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LETTERA PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DEI SETTE DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI SAHRAWI.

 

OGGETTO: Richiesta di rilascio immediato alle autorità marocchine.

Al Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama, Premio Nobel per la Pace
Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Al Presidente del Governo Spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero
Al Ministro degli Affari Esteri Italiano Franco Frattini

Onorevoli Presidenti, onorevole Ministro,
vi scriviamo come cittadini italiani, europei e del mondo, fortemente preoccupati per lo stato di salute dei nostri amici sahrawi arrestati giovedì 8 ottobre 2009 all’aeroporto di Casablanca, di ritorno da una visita nei Campi Profughi Sahrawi di Tindouf in Algeria. Si tratta di questi sette difensori sahrawi dei diritti umani:
-         L’ex prigioniero politico Ali Salem Tamek, vice-presidente del Collettivo dei Difensori Sahrawi dei Diritti Umani (CODESA), membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Assa
-         L’ex prigioniero politico e scomparso Brahim Dahan, Presidente dell’Associazione Sahrawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani
-         L’ex prigioniero politico e scomparso Nassiri Hamadi, Segretario generale del Comitato Sahrawi per la Difesa dei Diritti Umani di Smara/Sahara Occidentale e Presidente dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Smara
-         L’ex scomparso sahrawi Dagja Lachgar, membro dell’Ufficio esecutivo dell’Associazione Sahrawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani
-         L’ex prigioniero politico Yahdih Ettarrouzi, membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Laayoune.
-         Il difensore sahrawi dei diritti umani Saleh Lebayhi, Presidente del Forum per la difesa dei bambini sajhrawi, membro del CODESA e dell’AMDH, sezione di Laayoune.
-         Il difensore sahrawi dei diritti umani Rachid Sghayar, membro del Comitato d’azione contro la Tortura di Dajla, Sahara Occidentale.

Di queste sette persone non si hanno più notizie dal giorno dell’arresto. Ci giungono voci che ci devastano: sembra che saranno portati davanti a una corte militare.
Non c'è tempo da perdere, bisogna agire subito. Immediatamente, o temiamo che sarà troppo tardi.

Come cittadini italiani condividiamo i Principi Fondamentali della nostra Costituzione e non possiamo non dissentire da ciò che è accaduto, in contrasto con gli articoli 2, 3,  e 13 della nostra Costituzione  (Art.2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo; Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge; Art. 13. La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa alcuna forma di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria).
Come cittadini europei condividiamo i valori espressi nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia per tutti i popoli.
Come cittadini del mondo condividiamo i valori espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e crediamo che “…il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo”.

Sollecitiamo quindi le istituzioni internazionali, europee ed italiane ad agire immediatamente presso le sedi competenti per richiedere il rilascio di questi sette detenuti e di tutti gli altri prigionieri politici sahrawi ancora incarcerati nelle carceri marocchine.

I cittadini amici del popolo sahrawi insieme alle associazioni di solidarietà con il popolo sahrawi.

Cordialmente,
Sabrina Giarratana

FIRMA ANCHE TU ED INVIA QUESTA MAIL A QUESTI INDIRIZZI:
Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano: presidenza.repubblica@quirinale.it
Presidente del Governo Spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero: jlrzapatero@presidencia.gob.es
Onorevole Franco Frattini: gabinetto@cert.esteri.it          
STAMPA, FIRMA O RACCOGLI ALTRI FIRME ED INVIA COME LETTERA A:
Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama
The White House
1600 Pennsylvania Avenue NW
Washington, DC 20500
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Rapimento dei Difensori dei Diritti Umani all’aeroporto Mohamed V di Casablanca, Marocco 

Le autorità marocchine hanno sequestrato un gruppo di 7 difensori dei diritti umani nell’aeroporto Mohamed V di Casablanca, Marocco, provenienti dall’aeroporto algerino “Alhawari boumedyan" con  il volo numero AT561.
I Difensori dei diritti umani sono:

-       L’ex prigioniero politico Ali Salem Tamek, vice-presidente del Collettivo dei Difensori Sahrawi dei Diritti Umani (CODESA), membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Assa, e membro registrato con Frontline in Irlanda.
-       L’ex prigioniero politico e scomparso Brahim Dahane, Presidente dell’Associazione Sahrawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH). 
-       L’ex prigioniero politico e scomparso Ahmad Anasiri, Segretario generale del Comitato Sahrawi per la Difesa dei Diritti Umani di Smara/Sahara Occidentale e Presidente dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Smara.
-       L’ex scomparso sahrawi Dagja Lachgar, membro dell’Ufficio esecutivo dell’Associazione Sahrawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH). 
-       L’ex prigioniero politico Yahdih Ettarrouzi, membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Laayoune.
-       Il difensore sahrawi dei diritti umani Saleh Lebayhi, Presidente del Forum per la difesa dei bambini sahrawi, membro del CODESA e dell’AMDH, sezione di Laayoune.
-       Il difensore sahrawi dei diritti umani Rachid Sghayar, membro del Comitato d’azione contro la Tortura di Dajla, Sahara Occidentale. 

Tali difensori dei diritti umani sono stati sequestrati verso le 14.00 h all’aeroporto, poco dopo che l’aereo sul quale viaggiavano era atterrato, dai servizi segreti marocchini, mentre uscivano dalla porta principale dell’aereo. I servizi segreti li hanno fatti salire su diverse macchine che si sono dirette in direzioni sconosciute, secondo le informazioni che ci sono arrivate da alcune persone che stavano aspettando i 7 difensori dei diritti umani, ciò che fa pensare che l’aeroporto fosse completamente assediato dalla polizia marocchina, e che hanno aspettato invano i propri compagni durante ore.

È molto probabile che tale sequestro sia dovuto alla loro visita ai campi profughi sahrawi nel sud-ovest dell’Algeria et alla loro partecipazione a diverse conferenze e festivals. Le autorità marocchine dal canto loro avevano cominciato da quattro giorni una massiccia propaganda contro di loro nei mezzi di comunicazione marocchini con un gruppo di partiti politici marocchini ed eletti utilizzati dalle autorità marocchine.

L’Ufficio esecutivo del Collettivo dei Difensori Sahrawi dei Diritti Umani CODESA
Laayoune/Sahara Occidentale : 8 ottobre 2009  

 

 

 

 

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