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Giovedì 27 marzo ore 21,00
Follonica
– Sala Consiliare del Municipio
Incontro con
OMAR MIH
Rappresentante
ufficiale in Italia della R.A.S.D.
(Repubblica
Araba Saharawi Democratica
)
Faremo il
punto della situazione sulla lunga lotta di liberazione per
l’indipendenza del popolo Saharawi, sentiremo direttamente
la testimonianza delle loro speranze, della loro auto -organizzazione,
del loro modo di vivere da decenni in condizioni estreme ma
sempre conservando una democrazia di base concreta.
E’
gradita una vostra partecipazione attiva all’ iniziativa.
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Associazione prov.le
JUETA
Per il Popolo Saharawi |
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Guevara - Follonica |
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| BREVE SULLA STORIA
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La
fuga a Tindouf sotto le bombe dei marocchini.
E' l'inizio del '76. nell'estremo sudovest dell'Algeria,
nel deserto di Tindouf, arrivano i primi profughi Saharawi:
cittadini, alcuni pescatori, che hanno dovuto abbandonare
i centri abitati del Sahara occidentale, non più colonia
spagnola. La vasta area, oltre a subire le mire della Mauritania,
comincia ad essere invasa dal Marocco. Sono sopravvissuti
a marce estenuanti sotto i bombardamenti e si radunano attorno
ai rari pozzi d'acqua. Il rischio di epidemie li costringe
ad espandersi nel territorio circostante dove si costituirà
un modello comunitario unico al mondo. Modello che già trova
espressione in una repubblica, la Rasd, difesa da un proprio
esercito : Il Fronte Polisario.
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E'
la guerra con le Land Rover contro il nemico.
Al Polisario il compito di iniziare la liberazione nazionale.
I Saharawi si muovono su un duplice piano: militare e diplomatico.
Con le Land Rover razziate ai nemici, compiono veloci incursioni
e altrettanto rapide ritirate contro gli obiettivi militari
dei Mauritani. Poi si rivolgono contro quelli marocchini.
Comincia la resistenza più dura. Per respingere gli attacchi
il Marocco difende i suoi obiettivi con muri innalzati nel
deserto tutelati da sofisticati apparati elettronici.Il
fronte combatte ma nel frattempo persegue anche un'ostinata
azione diplomatica verso Stati stranieri perché si giunga
ad una soluzione.
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Nell'88
si esulta. S'annuncia il referendum.
Nell'agosto dell'88 nei campi si esulta di gioia. Marocco
e Polisario sottoscrivono un accordo di pace negoziato dal
segretario generale dell'ONU Perez de Cuellar. Nel piano
due punti di compromesso: Il primo riguarda la presenza
militare e amministrativa marocchina nei territori occupati,
l'altro il corpo elettorale: Rabat accetta che il censimento
effettuato dagli spagnoli nel '74 serva da base per la lista
degli elettori che dovranno scegliere, con un referendum,
tra l'indipendenza e l'unione con il Marocco. Il voto è
previsto per il '92.
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Il
Marocco fa fallire il piano di pace.
Ma non è così. Il Marocco pone ostacoli, soprattutto per
ciò che riguarda le liste elettorali. La mossa è astuta
perché il piano prevede che la loro pubblicazione dia inizio
al cessate il fuoco. La tregua viene proclamata a partire
dal 6 settembre '91. Ma poiché non tutte le condizioni sono
state rispettate, Rabat rifiuta di mettere in pratica il
progressivo disimpegno dai territori occupati.
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Terre
occupate. Regime poliziesco per gli oppositori.
Grazie agli accordi con la Comunità Europea il Marocco riprende
lo sfruttamento delle miniere e dei banchi di pesca, mentre
nei territori occupati la popolazione Saharawi è sottoposta
a un regime poliziesco. I processi non vengono celebrati,
gli scomparsi sono circa 850. Il Polisario potrebbe riprendere
le armi, ma teme di vedersi attribuire la responsabilità
del fallimento di un piano di pace che il suo nemico, a
parole ma non nei fatti, dichiara di volere. Così il Fronte
ha chiesto trattative dirette col Marocco. Ma finora il
re ha concesso solo brevi udienze.
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