La Convention, proposta dalla Provincia di Firenze e dall
Unione delle Province Italiane in collaborazione con l Associazione
di Solidarietà con il Popolo Saharawi Ban Slout Larbi
, vuole porre l attenzione sul dramma del Popolo Saharawi
ancora oggi costretto a lottare per vedere riconosciuto il
proprio diritto all autodeterminazione. Sono trascorsi ormai
30 anni da quando il Sahara Occidentale venne invaso dal Regno
del Marocco e la popolazione saharawi fu costretta a fuggire
verso l Algeria dove ancora oggi vive in campi profughi nel
deserto. L iniziativa si colloca in un momento particolarmente
delicato, in cui si verificano forti tensioni nel Sahara Occidentale
occupato dal Marocco ed una forte preoccupazione per le condizioni,
ai limiti della sopravvivenza, dei profughi nel deserto algerino.
Le risoluzioni delle Nazioni Unite e dell Unione Europea,
che sanciscono il diritto del Popolo Saharawi ad esprimersi
con un libero referendum per l autodeterminazione, sono purtroppo
rimaste disattese. E in Europa adesso, che si possono e si
devono fare passi avanti per la soluzione del conflitto saharawi,
affinché il Marocco sia costretto a rispettare gli
impegni assunti con la sottoscrizione del Piano di Pace dell
ONU. La manifestazione ha quindi lo scopo, con l approvazione
di un documento finale da inviare alle massime Istituzioni
Internazionali, di favorire un concreto passo in avanti in
direzione della pace nel Maghreb e, attraverso l appoggio
alla causa della Repubblica Araba Saharawi Democratica, favorire
e sostenere le rivendicazioni di giustizia e libertà
dei Popoli.
I SAHARAWI, IL SAHARA OCCIDENTALE
Nel 1884 il Trattato di Berlino sancisce i confini del Sahara
Occidentale, colonia spagnola abitata dal popolo Saharawi
.
Nel 1973 viene fondato il Fronte Polisario (Fronte Popolare
di Liberazione del Saguiat el Hamra e Rio de Oro) il cui fine
è quello di combattere sino all indipendenza del popolo
saharawi ed alla sua sovranità sul Sahara Occidentale.
Nel 1975 la Spagna abbandona la sua ex colonia ed il Regno
del Marocco e la Mauritania invadono il territorio (ricco
di fosfati, uranio, con uno dei mari più pescosi del
mondo ed assai interessante dal punto di vista turistico).
Una grande parte della popolazione, organizzata dal Polisario,
è costretta a fuggire e a rifugiarsi nel deserto algerino
della Hammada du Draaa mentre il Marocco (che ha occupato
tutto il nord del Sahara Occidentale) tenta di mascherare
l invasione con la cosiddetta Marcia verde , un preteso insediamento
di coloni marocchini nel territorio saharawi.
Nel 1976 le Nazioni Unite condannano l aggressione ma senza
intervenire concretamente nonostante la Commissione internazionale
precedentemente inviata avesse riconosciuto i saharawi quale
entità non assimilabile ai marocchini.
Nel frattempo, nel 1979, la Mauritania abbandona il conflitto
ed il Marocco invade gran parte del Paese, costruendo un muro
di sabbia, mine e filo spinato (lungo circa 2400 chilometri)
a protezione della parte più ricca del Sahara Occidentale.
Fin dal 1975, così, la popolazione saharawi vive divisa
fra coloro che sono rimasti sotto l occupazione marocchina
e coloro che, i circa 400.000 profughi, vivono in esilio,
in pieno deserto in tendopoli gigantesche. Essi affidando
le loro speranze di pace ad un referendum di autodeterminazione
che non riesce a vedere attuazione per i continui ostacoli
frapposti dal Regno del Marocco Le tendopoli nel deserto algerino
hanno gli stessi nomi delle città vere del Sahara Occidentale,
quelle che i saharawi hanno dovuto abbandonare a seguito dell
occupazione marocchina.
I profughi riescono a sopravvivere quasi esclusivamente grazie
alla solidarietà internazionale ed affidano le loro
speranze di giustizia alla diplomazia e al dialogo, rifiutando
ogni atto di terrorismo e di violenza indiscriminata, ed appoggiando
le Nazioni Unite, che dal 1991, hanno elaborato un Piano di
Pace che prevede l effettuazione di un referendum di autodeterminazione
attraverso il quale il popolo saharawi potrebbe riacquistare
la propria libertà.
DOCUMENTO PROPOSTO ALLA APPROVAZIONE DELLA CONVENTION
I partecipanti
alla Convention Nazionale di sostegno alla causa di libertà
del popolo saharawi Trenta anni bastano svoltasi a Firenze
il 2 Dicembre 2005 presso la Provincia di Firenze organizzata
dalla Provincia di Firenze, dall Unione Province Italianee
dall Associazione di Solidarietà con il Popolo Saharawi.
Denunciano la grave situazione venutasi a creare nelle ultime
settimane ad El Aaiun, Smara, Dajhla e Assa, nei territori
occupati del Sahara Occidentale e nel Sud del Marocco, dove
la polizia marocchina cinge d assedio le case della popolazione
civile saharawi, colpevole di aver pacificamente manifestato
per affermare il rifiuto della colonizzazione e richiamare
il rispetto dei diritti umani, nonché per richiedere
l applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite relative
al Sahara Occidentale.
Esprimono forte preoccupazione per le centinaia e centinaia
di desaparecidos, per i cittadini saharawi in carcere nelle
prigioni marocchine, divenuti, per il loro coraggio, simboli
delle giuste rivendicazioni saharawi.
Ricordano che nel Sahara Occidentale è in corso dal
1975 una occupazione militare da parte dell esercito del Re
del Marocco e a causa di ciò gran parte dei saharawi
sono costretti a vivere in esilio nel deserto della Algeria.
I saharawi vivono divisi da un muraglia lunga 2400 chilometri
circondata da mine, filo spinato, sofisticati congegni antiuomo
che attraversa da nord a sud tutta la nazione.
Salutano la Repubblica Araba Saharawi Democratica quale Vice
Presidente
della Unione Africana (U.A.), unione che vede la partecipazione
di tutti i 53 paesi africani ad esclusione del solo Marocco;
Chiedono che il Governo italiano ed i preposti Enti internazionali
si adoperino in tutte le sedi opportune affinché, di
fronte al perdurare di tale situazione:
il Marocco rispetti i diritti umani nei territori occupati,
cessando la
pressione militare e mediatica, ed osservi le disposizioni
delle
Convenzioni Internazionali relative alla protezione delle
popolazioni
Saharawi; il Consiglio di Sicurezza dell ONU intervenga al
fine di assicurare, mediante la MINURSO, la protezione della
popolazione Saharawi, ferita e terrorizzata per il solo fatto
di difendere i propri diritti democratici; sia nominato al
più presto un Rappresentante Speciale per assicurare
il rispetto dei diritti umani nei Territori occupati del Sahara
Occidentale e venga costituita una Commissione Internazionale
incaricata di stabilire le verità sulle gravi violazioni
commesse dal Marocco contro la popolazione civile Saharawi;
siano garantite le condizioni per poter svolgere senza ulteriori
ritardi il referendum per l autodeterminazione del popolo
Saharawi, unica via democratica per porre fine ad un conflitto
che, in questa regione, si protrae ormai dal 1975.
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