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27/09/02
In uno degli ambienti desertici più ostili al mondo,
nei campi profughi presso Tindouf (Algeria), vivono i rifugiati
Saharawi.
L'aggressione posta in essere dal Marocco nel 1975, infatti,
comportò la fuga in esilio di gran parte di essi, smembrando
un intero popolo tra chi riuscì a fuggire in territorio
algerino e chi rimase sotto l'occupazione.
Nello stesso anno la Corte Internazionale di Giustizia ha
respinto come infondate le pretese storiche del Marocco sul
Sahara Occidentale e si è espressa per il suo diritto
all'autodeterminazione.
Nel 1988 è stato accettato dalle parti in causa, il
Marocco ed il Fronte Polisario (dal 1979 unico rappresentante
del Popolo Saharawi in mancanza di un riconoscimento ufficiale
dello Stato) un Piano di Pace, elaborato dal Segretario Generale
dell'O.N.U. , per una risoluzione pacifica del conflitto in
Sahara Occidentale, in cui si prevedeva il diritto all'autodeterminazione
di questo popolo.
Nell'agosto 1988 è stata poi costituita la Minurso,
la Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara
Occidentale, con i seguenti scopi:
§ Verificare il "cessate il fuoco";
§ Controllare la riduzione delle truppe marocchine e
di quelle del Fronte Polisario nelle località assegnate;
§ Assicurare il rilascio di tutti i prigionieri politici
o detenuti del Sahara Occidentale;
§ Supervisionare lo scambio di prigionieri di guerra;
§ Mettere in pratica un piano per il rimpatrio dei profughi;
§ Identificare e registrare gli aventi diritti al voto;
§ Organizzare un referendum assicurandone il libero svolgimento
e rendendone noti i risultati.
Il Referendum allo stato attuale non è ancora stato
posto in essere.
Il Marocco ha infatti respinto la lista provvisoria degli
aventi diritto al voto predisposta dalla Minurso, presentando
135 mila ricorsi, l'esame dei quali richiedeva mesi e forse
anni.
Si è trattato di una ulteriore manovra dilatoria, volta
ad impedire il referendum.
Dopo l'ultimo rapporto del Segretario Generale dell'O.N.U.,
nel quale sono state esposte opzioni diverse dal referendum,
il Consiglio di Sicurezza riunitosi il 31 luglio 2002 ha approvato
all'unanimità la risoluzione n. 1427, con la quale
è stata respinta la proposta
marocchina dell'annessione del Sahara Occidentale al Marocco,
ed è stato dato mandato di proseguire sulla via del
referendum.
A tale scopo è stata prorogata la missione Minurso
fino al gennaio 2003, con l'obiettivo di realizzare quello
che era il Piano di Pace delle Nazioni Unite, dove si prevedeva
il diritto all'autodeterminazione del Popolo Saharawi.
Con questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza rinnova
il suo rifiuto nei confronti dell'occupazione coloniale marocchina,
rispettando i principi delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione
per ciò che concerne il Sahara Occidentale.
Il Tavolo Regionale di Coordinamento Saharawi
§ Esprime pertanto la sua soddisfazione per la decisione
delle Nazioni Unite, auspicando il realizzarsi del referendum,
tanto atteso dal popolo Saharawi, attraverso il quale sarà
possibile salvaguardare la pace, rispettando i diritti umani
e il diritto inalienabile dei popoli alla propria autodeterminazione.
§ Rilancia inoltre la proposta dell'ANCI, in omaggio
alla rinuncia alla guerra e al terrorismo come metodo di risoluzione
dei conflitti, di riconoscimento all'intero Popolo Saharawi
del Premio Nobel per la Pace;
§ Sottolinea il suo impegno nel sostenere la causa del
popolo Saharawi, attivandosi anche per la realizzazione di
un movimento europeo, al quale far partecipare i Comuni europei
gemellati con i Saharawi, che possa esercitare pressioni politiche
nei confronti della Commissione Europea al fine della risoluzione
della questione in oggetto;
§ Invita il Presidente della Comunità Europea,
il Presidente del Consiglio Italiano, il Presidente della
Regione Toscana a fare tutto quanto in loro potere al fine
di favorire lo svolgimento del referendum in tempi brevi e
certi.
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