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Comunicato

Sahara Occidentale occupato: l’aggressione armata contro i sahrawi. La comunità internazionale deve reagire Roma, 8 novembre 2010 All’alba di questa mattina l’accampamento di Gdeim Izik, a una decina di km dalla capitale El Aiun, nei territori occupati del Sahara Occidentale, è stato investito dall’esercito marocchino che ha proceduto allo sgombero forzato con una violenza inaudita, alla distruzione dell’insediamento.
L’accampamento era sorto progressivamente a partire dal 10 ottobre fino a raggiungere una concentrazione di circa 20.000 persone provenienti da diverse località del paese. Il raduno intendeva protestare contro la condizione in cui sono tenuti i sahrawi sotto occupazione marocchina, senza diritti e senza libertà. Da giorni l’esercito impediva l’accesso ad altri sahrawi, un ragazzo di 14 anni è stato ucciso ad uno dei posti di blocco il 24 ottobre scorso, e agli osservatori internazionali.
Alcuni di questi, tra cui tre italiani, erano riusciti a penetrare e a testimoniare le ragioni della protesta. Ma pochi giorni prima dell’attacco finale i territori occupati sono diventati inaccessibili. L’esercito del re Mohammed VI non ha voluto testimoni. L’intervento ha fatto decine di feriti e, una decina di vittime. Nello stesso tempo, questa notte l’esercito ha investito la città di El Aiun dove si stavano radunando centinaia di sahrawi per raggiungere l’accampamento sotto assedio. Diversi militanti dei diritti umani sono stati fermati e le loro case  distrutte.
Il parlamentare europeo Willy Meyer, appena atterrato a El Aiun, è stato aggredito ed espulso dal paese. Le proteste sono continuate questa mattina, con numerosi feriti e l’assassinio di un sahrawi, Babi Mahmoud Gargar. Chiediamo a tutte e a tutti, istituzioni, associazioni, singoli, di reagire nei confronti delle autorità marocchine inviando comunicati, lettere, mozioni e odg al governo italiani, ai parlamentari nazionali ed europei. Vi aggiorneremo nelle prossime ore, anche sull’opportunità di una comune azione di protesta nazionale a Roma. Al fianco del popolo sahrawi

Il Presidente Luciano Ardesi

 

 

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