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STORIA

Cronologia dei fatti dal 1884 al 1994.
1884

Conferenza di Berlino. Le potenze coloniali europee si dividono il continente africano. L'attuale Sahara Occidentale viene riconosciuto alla Spagna. La resistenza anticoloniale continua fino ai primi decenni del novecento , specialmente contro la presenza francese in Algeria, Marocco e Mauritania che imponeva stretti vincoli al nomadismo Saharawi

1957 - 1958
Fallimento di un grande movimento anticoloniale represso dall'azione congiunta ispano-francese, operazione Ecouvillon-Ouragan.

Dello stesso periodo è la scoperta degli enormi giacimenti di fosfati di Bou-Craa. Il territorio acquista per la Spagna una grande importanza economica tanto da venire diviso in due province del tutto equiparabili a quelle spagnole: Rio de Oro e Saguia el Hamra (provvedimento delle Cortes del 1958).

1960
Il Marocco, rivendicando la Mauritania, non ne riconosce l'indipendenza.

1963
Guerra delle sabbie tra Algeria e Marocco in seguito alle rivendicazioni marocchine su gran parte del sud-ovest algerino.

1965
-16 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la prima risoluzione sul Sahara Occidentale, chiedendo alla Spagna di ritirarsi dal territorio richiamandosi al diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi.

1966
-20 dicembre: la Risoluzione 2229 dell'Assemblea Generale dell' ONU chiede alla Spagna di organizzare un referendum nel Sahara Occidentale per permettere alla popolazione autoctona di esercitare il diritto all'autodeterminazione. Altre sei risoluzioni simili seguiranno fino al 1973.

1968
Nel gennaio, a Smara, Mohamed Basiri, giornalista Saharawi, fonda il Movimento di Liberazione del Sahara (MLS)

1969
Dopo nove anni dall'indipendenza della Mauritania il Marocco ne riconosce la sovranità.

1970
-17 giugno: a Zemla, quartiere di El Ayoun, migliaia di Saharawi manifestano pacificamente contro il colonialismo e per l'indipendenza. Il Tercio spagnolo reprime nel sangue la manifestazione. Mohamed Basiri, rapito dai servizi di sicurezza spagnoli, scompare. Di lui non si saprà più niente.

1972
Nel giugno a Rabat l'OUA (Organizzazione per l'Unità Africana) con la risoluzione 272 approva gli appelli dell'ONU in favore di un referendum per l'autodeterminazione nel Sahara Occidentale. In realtà il vertice è l'occasione per Hassan II del Marocco e Ould Daddah, presidente della Mauritania di accordarsi segretamente sulla spartizione della colonia spagnola.

1973
-10 maggio: nasce il Fronte POLISARIO (Fronte Popolare per la Liberazione del Saguia el Hamra e Rio de Oro) grazie ad alcuni studenti e ai militanti delle precedenti lotte anticoloniali. Primo responsabile è nominato Brahim Ghali.

-20 maggio: prima azione del Fronte POLISARIO con l'attacco alla postazione militare spagnola di Khanga nel nord del Sahara Occidentale.

1974
-4 luglio: a seguito dell'intensificarsi della guerriglia Saharawi l'amministrazione spagnola approva uno Statuto d'autonomia per il territorio.

Hassan II del Marocco mette in guardia il dittatore Franco da ogni decisione presa senza il parere dei paesi vicini riguardo la sorte del territorio.

-20 agosto: la Spagna annuncia all'ONU la volontà di organizzare entro dodici mesi un referendum. L'amministrazione coloniale tenta questa carta a sorpresa nella speranza di far prevalere , nella consultazione, elementi filospagnoli. Viene completato il censimento che individua circa 74000 elettori fra la popolazione Saharawi. Hassan II, infuriato, avverte che si opporrà con ogni mezzo a questa operazione. Nel frattempo il secondo congresso del Fronte POLISARIO elegge segretario El Uali Mustafa Sayed.

-25 novembre: l'ambasciatore di Spagna all'ONU, Jaime de Piniés, dichiara davanti alla IV Commissione, quella sulla decolonizzazione,: "Il popolo Saharawi ha una propria personalità di cui si sente orgoglioso; possiede una indubitabile coscienza nazionale considerando che ogni decisione sul suo futuro gli appartiene. Si sarebbe potuto reclamare direttamente l'indipendenza del territorio ma la Spagna ha preferito attenersi alla dottrina stabilita dall'Assemblea Generale rispetto al Sahara ed è disposta a decolonizzare questo paese e a procedere alla sua autodeterminazione con tutte le garanzie che la comunità internazionale può esigere."

-13 dicembre: l'ONU, su pressioni di Marocco e Mauritania, invita Madrid a rinviare la tenuta del referendum e chiede l'avviso consultivo della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia sullo status giuridico del Sahara Occidentale prima della colonizzazione.

1975
-16 gennaio: Madrid annuncia il rinvio del referendum di autodeterminazione.

-10 - 11 maggio: una missione d'inchiesta delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale prende atto delle massicce manifestazioni a favore del Fronte e dell'indipendenza. In particolare nel rapporto , reso pubblico il 15 ottobre, si può leggere: "la Missione ha comprovato che la popolazione, o per lo meno la quasi unanimità delle persone che ha incontrato, si è pronunciata categoricamente a favore dell'indipendenza e contro le rivendicazioni territoriali di Marocco e Mauritania. Con le sue manifestazioni e dichiarazioni la popolazione ha dimostrato l'appoggio agli obiettivi del Fronte POLISARIO favorevole all'indipendenza del territorio".

-22 maggio: la Spagna si dichiara disposta a mettere fine alla sua presenza nel Sahara Occidentale.

-16 ottobre: la Corte dell'Aia rende noto il proprio parere concludendo che " non esistono vincoli di sovranità tra il territorio del Sahara Occidentale da una parte ed il Regno del Marocco e la Mauritania dall'altra, tali da impedire la realizzazione del referendum di autodeterminazione mediante l'espressione libera ed autentica della volontà della popolazione del territorio". Hassan II annuncia una marcia di 350000 "volontari" verso El Ayoun (Marcia verde).

-24 ottobre - 5 novembre: migliaia di marocchini si ammassano alla frontiera col Sahara Occidentale. A Madrid il governo spagnolo, con Franco agonizzante, inizia negoziazioni con Marocco e Mauritania nonostante il disaccordo dei militari che non volevano cedere all'arroganza del monarca di Rabat. Il 2 novembre Juan Carlos di Borbone, principe di Spagna , e Capo di Stato in carica dal 30 ottobre, recatosi ad EL Ayoun, dichiara: "Si farà tutto il necessario affinché il nostro esercito conservi intatto il suo prestigio ed onore. La Spagna manterrà i suoi impegni e cercherà di mantenere la pace, dono prezioso che dobbiamo conservare. Desideriamo proteggere i legittimi diritti della popolazione civile Saharawi, visto che la nostra missione nel mondo e la nostra storia lo esigono."

-6 novembre: la marcia verde marocchina attraversa le frontiere.

-14 novembre: accordi tripartiti segreti di Madrid: la Spagna consegna l'amministrazione, non la sovranità, del nord e del centro del Sahara Occidentale al Marocco e il sud alla Mauritania in cambio d'importanti concessioni economiche.

E' chiaro che il valore di questo trattato è inficiato dal non rispetto delle indicazioni della Comunità Internazionale e della volontà degli abitanti.

-20 novembre: muore Francisco Franco.

-28 novembre: proclamazione di Guelta: 67 membri, più dei 2/3, dell'organo consultivo Saharawi creato dalla Spagna nel periodo coloniale (la Yema-a) si riuniscono a Guelta, ancora non occupata dagli invasori, e procedono all'autodissoluzione della stessa Assemblea , ribadendo la volontà Saharawi all'indipendenza. Il giorno seguente i membri della Yema-a dissolta si riuniscono a Mahbes con centinaia di altri notabili e dirigenti del Fronte POLISARIO. Alla presenza quindi di tutte le tendenze politiche viene confermato l'appoggio agli obiettivi del Fronte ed è liberamente eletto un Consiglio Nazionale di 40 persone che richiama l'Ait Arbain (Consiglio dei Quaranta) di epoca precoloniale.

-dicembre: comincia l'evacuazione militare e civile degli spagnoli mentre le armate marocchine e mauritane continuano l'invasione del territorio ostacolate dal solo POLISARIO. Inizia l'esodo dei civili Saharawi verso i confini del Sahara Occidentale con l'Algeria.

1976
-gennaio: l'aviazione marocchina bombarda con napalm, bombe a frammentazione e fosforo bianco i centri abitati, le colonne dei fuggiaschi ed i primi campi di rifugiati a Guelta Zemmour, Tifariti, oumdreiga ed Amgala nel Sahara Occidentale.

-26 febbraio: la Spagna ultima il ritiro dal Sahara Occidentale.

-27 febbraio: il Fronte ed il Consiglio Nazionale Saharawi proclamano la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD); una repubblica in esilio nata per colmare il vuoto istituzionale lasciato dalla partenza degli spagnoli. Arrivarono i primi riconoscimenti internazionali fra i quali, il 6 marzo, quello dell'Algeria con conseguente rottura diplomatica fra Algeri e Rabat.

-aprile: si concludono le operazioni di trasferimento dei profughi dal Sahara Occidentale verso il deserto dell'Hammada di Tindouf, concesso all'Algeria, dove avrà inizio la straordinaria esperienza sociale, politica e civile degli accampamenti Saharawi.Nonostante le migliaia di morti causate dai bombardamenti e nonostante gran parte del popolo Saharawi non sia riuscita a fuggire, il Fronte POLISARIO El Uali Mustafa Sayed.

II III Congresso del POLISARIO (dal 26 al 30 agosto) elegge al suo posto Mohamed Abdelaziz.

1977
-febbraio: attacco dell'ELPS (Esercito di Liberazione Popolare Saharawi) alla linea ferroviaria che dalle miniere mauritane di ferro di Zouerat arriva fino a Nouadibhu, porto della Mauritania ai confini col Sahara Occidentale.

-aprile: iniziano le azioni di "commandos del mare" Saharawi contro le navi straniere che pescano nelle acque territoriali della RASD;

Nuovi attacchi Saharawi contro Zouerat. La Mauritania chiede aiuto al Marocco.

-dicembre: in seguito alle continue operazioni militari dell'ELPS, la Mauritania è economicamente in ginocchio. Ould Daddah chiede aiuto alla Francia che interviene direttamente per la prima volta nel conflitto con alcuni aerei jaguars.

1978
-10 luglio: colpo di stato militare in Mauritania. Ould Daddah viene destituito.

-12 luglio: il Fronte POLISARIO proclama il cessate il fuoco con la Mauritania.

L'attenzione dell'ELPS è adesso tutta indirizzata contro il Marocco con l'inizio dell'offensiva Houari Boumedienne.

1979
-20 febbraio: la Francia, pur vicina al Marocco, riconosce il diritto dei Saharawi all'autodeterminazione.

-20 luglio: vertice OUA a Monrovia (Liberia), in cui viene proposta l'indizione di un referendum contenente l'opzione dell'indipendenza.

La Mauritania vota questa risoluzione come preludio agli accordi di Algeri del 5 agosto che siglano la pace con la RASD. La Mauritania si impegna al ritiro dal Sahara Occidentale.

-11 agosto: il Marocco, in spregio ad ogni regola di diritto internazionale invade la zona del Sahara Occidentale occupata dalla Mauritania e se ne impadronisce.

-21 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione 34/37 che riafferma il diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza; riconosce la legittimità della lotta del POLISARIO per ottenere i propri diritti; si felicita dell'accordo di pace con la Mauritania; deplora la persistente occupazione marocchina e l'estensione di questa alla parte del Sahara Occidentale evacuato dalla Mauritania; esige la ritirata delle forze del Marocco e il rispetto dell'integrità del territorio e della sovranità della sua popolazione.

1980
Le Forze Armate Reali (FAR) marocchine subiscono una serie di gravi rovesci militari.

-11 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione 35/19 che conferma il contenuto di quella dell'anno precedente e sollecita, per la prima volta, negoziazioni dirette tra il POLISARIO ed il Regno del Marocco.

Per uscire dall'impasse militare il Marocco inizia a costruire i primi dei sei muri di sabbia destinati a proteggere le zone utili del Sahara Occidentale (miniere e principali città) e a trasformarle in un'immensa prigione a cielo aperto.

1981
-26 giugno: XVIII Riunione dell'OUA a Nairobi (Kenya). Hassan II accetta l'idea del referendum nel Sahara Occidentale intendendolo, in realtà, come consultazione confermativa dell'occupazione.

-24 novembre: l'Assemblea Generale dell'ONU con la Risoluzione 36/46 ribadisce la necessità di conversazioni dirette tra il Marocco e il Fronte POLISARIO per risolvere il problema del Sahara Occidentale.

1982
-22 febbraio: la RASD è ammessa formalmente come 51° stato membro dell'OUA.

-23 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione 37/28 che riafferma il diritto inalienabile del popolo Saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza e la necessità di negoziati diretti fra il Marocco e il Fronte POLISARIO.

Le Nazioni Unite si dichiarano pronte a cooperare pienamente con l'OUA per l'organizzazione di un referendum giusto ed imparziale.

1983
-aprile: fallimento dei colloqui segreti fra il Fronte ed emissari marocchini.

-11 giugno: ad Addis Abeba l'OUA esorta le due parti in conflitto ad intraprendere trattative dirette ed auspica il referendum (Risoluzione AHG 104).

-7 dicembre : l'Assemblea Generale dell'ONU adotta per consenso la Risoluzione 38/40 che riprende quanto proposto dall'OUA con la Risoluzione AHG 104 del giugno ed invita ad una partecipazione effettiva delle Nazioni Unite all'organizzazione del referendum.

1984
-27 febbraio: la Mauritania riconosce la RASD.

-13 ottobre: il Fronte POLISARIO lancia l'offensiva militare "Grand Maghreb".

-13 novembre: la RASD siede come Stato membro al XX vertice dell'OUA.

Il Marocco abbandona l'organizzazione.

-5 dicembre: l'Assamblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione 39/40 dove si ribadisce l'appoggio delle Nazioni Unite ad un dialogo diretto fra le due parti in vista della realizzazione del referendum.

1985
-2 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione 40/50 dove si conferma quanto espresso in precedenza e si incarica il Segretario Generale Perez De Cuellar di procedere a consultazioni.

Per tutto l'anno continuano gli attacchi dell'ELPS contro le posizioni marocchine.

1986
Continua la guerra d'usura.

-aprile: fallimento delle negoziazioni dirette tra il Fronte POLISARIO ed il Marocco intraprese a New York sotto l'egida dell'OUA e dell'ONU.

-31 ottobre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione 41/16 analoga alla risoluzione dell'anno precedente.

1987
-aprile: viene completato il 6° muro marocchino detto il "Grande Muro" che racchiude circa i 7/8 del Sahara Occidentale.

-14 maggio e 29 ottobre: il Parlamento Europeo adotta due risoluzioni che denunciano la violazione dei diritti umani in Marocco.

-novembre: 19 esperti dell'ONU e dell'OUA visitano il Sahara Occidentale per verificare le possibilità logistico-materiali per la realizzazione di un referendum di autodeterminazione.

-4 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione 42/78 dal contenuto simile alla precedente.

-17 dicembre: il Parlamento Europeo torna a condannare la repressione marocchina delle zone occupate in occasione della

missione di verifica OUA e ONU del novembre.

1988
-16 maggio: riapertura delle relazioni diplomatiche fra Algeria e Marocco interrottesi nel 1976.

-11 agosto: il Segretario Generale dell'ONU Perez De Cuellar propone la proclamazione del cessate il fuoco e l'organizzazione di un referendum di autodeterminazione sotto il controllo internazionale. Il censimento spagnolo del 1974 sarà la base per la realizzazione delle liste degli aventi diritto al voto.

-30 agosto: il Fronte POLISARIO e il Marocco accettano le proposte del Segretario Generale.

-20 settembre: il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adotta la Risoluzione 621 con la quale accoglie il rapporto di De Cuellar e prende nota dell'accordo del 30 agosto tra il POLISARIO e il Marocco sulle proposte congiunte del Segretario Generale dell'ONU e del Presidente in esercizio dell'OUA.

-6 novembre: il Fronte polisario decreta un cessate il fuoco unilaterale.

-22 novembre: l'Assemblea Generale dell'ONU con la Risoluzione 43/33 conferma le risoluzioni passate e si felicita per il raggiunto accordo di principio tra il Fronte POLISARIO e il Regno del Marocco riguardo la celebrazione di un referendum di autodeterminazione; chiede, inoltre, alle due parti di intraprendere negoziazioni dirette. La Spagna vota a favore della risoluzione, per reazione Hassan II annulla la sua visita nel paese iberico e, contemporaneamente, riprendono vigore sulla stampa ufficiale le rivendicazioni su Ceuta e Melilla.

1989
-4 gennaio: Hassan II riceve a Marrakech alcuni responsabili del POLISARIO.

-21 febbraio: Hassan II rinvia un secondo incontro e, riguardo al primo, afferma che ha solo voluto incontrare dei sudditi marocchini.

-2 marzo: davanti alla provocazione del Re il Fronte annuncia la ripresa delle operazioni militari che si moltiplicheranno durante l'anno.

-15 marzo: il Parlamento Europeo adotta una risoluzione secondo la quale il problema del Sahara Occidentale è un problema di decolonizzazione che deve essere risolte in funzione dell'inalienabile diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione ed all'indipendenza.

-25 ottobre: l'Assemblea generale dell'ONU adotta per consenso una risoluzione che esorta il Segretario Generale a continuare gli sforzi per arrivare alla celebrazione di un referendum di autodeterminazione nel Sahara ed invita le parti in conflitto ad utilizzare il dialogo come mezzo per ristabilire la pace nella regione.

1990
-febbraio: Amnesty International pubblica un corposo dossier sulla violazione dei diritti umani in Marocco.

-aprile: nuova tregua unilaterale decisa dal Fronte POLISARIO.

-18 giugno: Perez de Cuellar rende noto il piano di pace (S/21360) per il Sahara Occidentale.

-27 giugno: il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva la Risoluzione 658 dove si accoglie con soddisfazione il rapporto del Segretario Generale contenente nei dettagli il piano di risoluzione pacifica del conflitto.

-luglio: incontri separati a Ginevra fra esponenti marocchini e del POLISARIO con emissari dell'ONU.

-settembre: nuovo dossier di Amnesty International sul fenomeno dei " desaparecidos " Saharawi nelle zone occupate dal Marocco.

1991
-19 aprile: Rapporto del Segretario Generale ( S/22464 ) che presenta il piano di pace definitivo.

-29 aprile: il Consiglio di Sicurezza, con la Risoluzione 690, approva ed appoggia il progetto presentato dal Segretario Generale e determina la Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Il referendum è previsto per il 26 gennaio 1992.

-agosto: il Marocco scatena una grande offensiva a pochi giorni dall'entrata in vigore del cessate il fuoco previsto dal piano di pace. Le zone del Sahara Occidentale controllate dal Fronte POLISARIO sono messe a ferro e fuoco; vengono distrutti alcuni centri abitati che i Saharawi stavano ripopolando al fine di ospitare i votanti per il referendum. Molte vittime fra i civili.

-6 settembre: entra in vigore il cessate il fuoco previsto dal piano di pace; si avvia lo spiegamento della MINURSO nel territorio.

-ottobre/novembre: seconda Marcia Verde. In chiara violazione delle norme sul cessate il fuoco, decine di migliaia di coloni marocchini vengono trasportati dal Marocco nel Sahara Occidentale: chiedono di essere ammessi nelle liste elettorali che, precedentemente accettate dalle due parti, adesso non sono più riconosciute dal Regno del Marocco.

Continua il boicottaggio di Rabat al piano di pace: i materiali tecnici dell'ONU sono bloccati nei porti marocchini; il vessillo dell'ONU non può sventolare su El Ayoun, capitale del Sahara Occidentale occupato; i caschi blu non hanno libertà di movimento.

L'ONU è impotente.

-dicembre: improvviso voltafaccia del Segretario Generale Perez de Cuellar che, nel suo ultimo rapporto prima della fine del mandato, accetta di modificare i criteri per stabilire i votanti del referendum in senso apertamente filo-marocchino e senza aver prima consultato la controparte.

Il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale, lo svizzero Johannes Manz, non volendo partecipare ad una farsa ed avendo sempre denunciato le manovre dilatorie del Marocco, dà le dimissioni, dall'incarico per l'aperta ostilità del governo marocchino nei suoi confronti.

-20 dicembre: per la prima volta nella storia un rapporto del Segretario Generale (S/23299) dell'ONU non viene immediatamente accettato dal Consiglio di Sicurezza. Presentata più volte (il 21-23-27 dicembre) la relazione di De Cuellar nella quale si propongono nuovi criteri pro-marocchini per stabilire i votanti, non raggiunge l'unanimità al Consiglio di Sicurezza.

-31 dicembre: con la Risoluzione 725 il Consiglio di Sicurezza ringrazia il Segretario Generale per l'impegno profuso ma ribadisce le risoluzioni precedenti; si dà mandato al nuovo Segretario Generale, Boutros Ghali, di presentare un nuovo rapporto per febbraio.

Questo smacco viene invece presentato dal Marocco come un grande successo secondo la nota attitudine della diplomazia marocchina a considerare "confuso ciò che è chiaro e chiaro ciò che è confuso".

1992
-gennaio: il referendum viene rinviato sine die.

Prosegue la repressione nei territori occupati dal Marocco in seguito a manifestazioni indipendentiste.

La MINURSO è impotente.

-5 febbraio: viene reso pubblico il rapporto di una missione del Senato degli Stati Uniti nel Sahara Occidentale: "Le responsabilità dei gravissimi ritardi del piano di pace sono da attribuire al Marocco, alla sua volontà di non collaborare e al mancato sostegno del Segretario Generale dell'ONU alla MINURSO.

-28 febbraio: rapporto (S/23662) di Boutros Ghali, neo Segretario Generale, che prende atto dei ritardi del processo di pace e propone un rinvio di almeno tre mesi per salvare il piano delle Nazioni Unite.

-25 marzo: è nominato il nuovo Rappresentante Speciale per il Sahara Occidentale, il pakistano Sahabzade Yaqub Khan.

-aprile: prosegue il trasferimento di coloni dall'interno del Marocco verso il Sahara Occidentale con il chiaro intento di forzare la mano alle Nazioni Unite.

-29 maggio: nuovo rapporto (S/24040) di Boutros Ghali che individua nei criteri di identificazione degli aventi diritto al voto gli ostacoli maggiori per la realizzazione del referendum. Un nuovo rapporto è previsto per la fine di settembre.

-31 agosto: il Consiglio di Sicurezza accoglie il rapporto del Segretario Generale ed invita le parti in conflitto a fare "sforzi eccezionali per assicurare il successo del piano di pace".

Per tutta risposta proseguono i preparativi per le consultazioni (municipali, legislative, e di riforma costituzionale) marocchine previste anche nel Sahara Occidentale, in totale disprezzo delle raccomandazioni dell'ONU. Questa decisione di Rabat è un'ulteriore dimostrazione della volontà marocchina di far fallire il referendum.

Il Fronte POLISARIO protesta davanti all'evidente provocazione.

-4 settembre: disattendendo l'indirizzo delle Nazioni Unite, ha luogo anche nel Sahara Occidentale il referendum di approvazione della nuova Costituzione marocchina con la quale il Re Hassan II continua a riservarsi la politica interna, la politica estera e religiosa.

-8 settembre: Hassan II reitera la provocazione annunciando di voler convertire il Sahara Occidentale in una regione marocchina senza tenere di conto il processo di autodeterminazione del territorio stabilito dagli organi internazionali.

-24 settembre - 15 ottobre: esasperata dalle provocazioni di Rabat, la popolazione civile Saharawi delle zone occupate manifesta contro la presenza marocchina.

Il focolaio si accende ad Assa (estremo sud del Marocco dove vivono molti Saharawi ) e si estende rapidamente ad El Ayoun, Smara, Dahkla, Boujdour ed in tutto il Sahara Occidentale.

L'intervento delle forze speciali marocchine è durissimo e centinaia saranno gli scomparsi Saharawi in seguito alla repressione.

-ottobre: il Segretario Generale invita alle trattative dirette il Fronte POLISARIO ed il Marocco.

Il rapporto, previsto per fine settembre, è rinviato così di 6-8 settimane.

-16 ottobre: elezioni municipali in Marocco, estese pure nel Sahara Occidentale.

1993
-28 gennaio: rapporto del Segretario Generale (S/25170) dove sono proposte tre possibilità per sbloccare il piano di pace:

1) Intensificare il dialogo tra le parti in modo da arrivare ad un accordo sulle modalità di organizzazione del referendum.

2) Celebrare il referendum il prima possibile modificando sostanzialmente il corpo elettorale.

3) abbandonare l'attuale piano di pace per cercare una soluzione alternativa.

-5 febbraio: rapporto del Dipartimento di Stato degli USA sulla pessima situazione del rispetto dei diritti umani in Marocco.

-23 febbraio: rapporto di Amnesty International che esprime preoccupazione per le continue violazioni dei diritti dell'uomo nel Sahara Occidentale occupato.

-2 marzo: Risoluzione 809 del Consiglio di Sicurezza che conferma le risoluzioni precedenti ed esprime forte preoccupazione per le persistenti divergenze fra le due parti. Ribadendo che il censimento spagnolo del 1974 è la base per stabilire gli aventi diritto al voto non ammette il criterio di ampliamento preteso dal Marocco; incarica il Segretario Generale ed il Rappresentante Speciale di procedere celermente all'applicazione di quanto stabilito e di preparare un altro rapporto per maggio. La risoluzione accoglie la prima proposta contenuta nel rapporto del Segretario Generale: la seconda possibilità, osteggiata dal Fronte POLISARIO, è scongiurata.

-14 aprile: appello di Amnesty International contro la sistematica violazione dei diritti umani in Marocco e nel Sahara Occidentale.

-21 maggio: rapporto di Boutros Ghali (S/25818) che preannuncia un nuovo rapporto per la fine di luglio ed una sua visita nella regione allo scopo di stimolare le due parti in conflitto a trovare un accordo sul corpo elettorale.

-27 maggio: il Parlamento Europeo approva una risoluzione che condanna la pratica delle sparizioni perpetrata dal Marocco contro i saharawi delle zone occupate.

-31 maggio: visita di Boutros Ghali nella regione.

-25 giugno: elezioni legislative in Marocco, estese anche al Sahara Occidentale occupato.

-16 luglio: incontro, ad El Ayoun, tra una delegazione del Fronte POLISARIO ed una del Marocco.

Rabat proseguendo nelle provocazioni, pubblicizzerà la riunione come un incontro tra Saharawi fedeli alla monarchia e Saharawi dissidenti, non volendo assolutamente mettere in discussione la marocchinità del Sahara.

-28 luglio: rapporto di Boutros Ghali (S/26185) che esprime soddisfazione per l'incontro di El Ayoun, pur permanendo fondamentali divergenze tra il Fronte ed il Marocco.

-25 ottobre: fallisce un incontro a New York tra il Fronte POLISARIO e il Marocco. Rabat, all'ultimo istante, cambia la composizione della delegazione inserendovi transfughi del Fronte ed escludendovi rappresentanti di livello del proprio governo. Per il Marocco il problema del Sahara Occidentale esiste solo per i Saharawi che devono arrivare, tra loro, ad una soluzione pacifica nel quadro della comunità marocchina. Questo atteggiamento viene duramente criticato dai membri del Consiglio di Sicurezza; in particolare la rappresentante degli Stati Uniti all'ONU definisce il comportamento del Marocco "provocatorio ed inaccettabile" e avverte che "la pazienza degli USA è al limite".

-24 novembre: rapporto del Segretario Generale (S/267979) che stima che il referendum non potrà aver luogo prima della metà del 1994; Boutros Ghali ribadisce la propria autorità per portare avanti la missione.

-4 dicembre: il Consiglio di Sicurezza invita il Segretario Generale a proseguire negli sforzi per porre termine al conflitto del Sahara Occidentale.

1994
-gennaio: Yacoub Khan, Rappresentante Speciale per il Sahara Occidentale, effettua una visita nella regione. Il POLISARIO critica duramente l'atteggiamento apertamente filomarocchino del diplomatico pachistano.

-15 gennaio: incontro fra Mohamed Abdelaziz, Segretario Generale del Fronte POLISARIO, e Boutros Ghali, a Ginevra.

-11 febbraio: visita di Mohamed Abdelaziz negli USA.

-10 marzo: rapporto di Boutros Ghali (S/1994/283). Il Segretario Generale fa il punto sul lavoro della Commissione di Identificazione:

1) I formulari per l'iscrizione nelle liste degli aventi diritto al voto sono stati distribuiti, dopo dicembre 1993, nelle zone occupate e nei campi profughi Saharawi.

2) Il governo mauritano è disponibile a stabilire alcuni uffici di registrazione nelle regioni di Nouadhibou e Zouerat.

3) Dal febbraio 1994 tutti i rifugiati Saharawi compresi nel censimento hanno fornito le generalità necessarie anche se queste non sono state trasferite sugli appositi formulari.

Boutros Ghali propone infine tre opzioni per uscire dalle difficoltà:

a) Organizzare il referendum alla fine del 1994 senza la collaborazione di una delle due parti (sottinteso i Saharawi-N.D.R.) e seguendo il calendario annesso.

b) Proseguire i lavori della Commissione d'Identificazione sulla base dei criteri stabiliti dal Segretario Generale e tentare, nel frattempo, di ottenere la cooperazione delle due parti. In luglio un nuovo rapporto dovrà informare sui progressi compiuti.

c) Porre progressivamente fine all'operazione della MINURSO, sospendere il processo d'identificazione e mantenere una presenza militare ridotta nel territorio solo per conservare il cessate il fuoco.

-29 marzo: La Risoluzione 907 del Consiglio di Sicurezza opta per la soluzione (b) chiedendo di rispettare il calendario previsto e pregando il Segretario Generale di presentare il rapporto entro il 15 di luglio.

Prosegue il rifiuto marocchino ad accettare la partecipazione di osservatori dell'OUA al piano di pace.

-12 luglio: rapporto del Segretario Generale (S/1994/819): la Commissione d'Identificazione ha continuato il suo lavoro ed all'inizio di luglio sono iscritti nelle liste circa 76.000 potenziali elettori. L'identificazione di questi elettori non è iniziata per le difficoltà sorte con la designazione degli osservatori dell'OUA, sgraditi al Marocco. Boutros Ghali propone un nuovo calendario:

-31 agosto: limite per ricevere le domande d'iscrizione.

-Entro il 15 dicembre: ritiro parziale dell'esercito marocchino e termine dei lavori della Commissione d'identificazione.

-Entro il 25 gennaio 1995: data del referendum e termine per il rimpatrio di tutti gli elettori.

-14 febbraio 1995: data del referendum.

-Marzo 1995: fine del ruolo della MINURSO.

-17 luglio: il Fronte POLISARIO sottolinea il ruolo ambiguo e parziale svolto dal Segretario Generale e ribadisce l'importanza della presenza degli osservatoridell'OUA al referendum.

Nello stesso documento il Fronte chiede ufficialmente al Segretario Generale ed al Consiglio di Sicurezza di preservare l'integrità del piano di pace e di non procedere con azioni che si limitano a riflettere la posizione del Marocco.

-29 luglio: il Consiglio di Sicurezza decide di attendere il nuovo rapporto del segretario Generale, previsto a fine agosto, per esprimersi compiutamente.

-28 agosto: a sorpresa la Commissione d'Identificazione fino ad allora bloccata dà avvio al lavoro di riconoscimento degli aventi diritto al voto.

-19 settembre: nuova visita di Moamed Abdelaziz negli Stati Uniti.

-novembre-dicembre: Boutros Ghali propone di moltiplicare per venti gli Uffici della Commissione d'Identificazione degli aventi diritto al voto. Attualmente funzionano solo quattro uffici, due nelle zone del Sahara Occidentale occupato, due negli accampamenti Saharawi.

Il IX Congresso del Fronte POLISARIO è previsto per i mesi di marzo/aprile 1995.

 

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