Cronologia dei fatti dal 1884 al 1994.
1884
Conferenza di Berlino. Le potenze coloniali europee si dividono
il continente africano. L'attuale Sahara Occidentale viene
riconosciuto alla Spagna. La resistenza anticoloniale continua
fino ai primi decenni del novecento , specialmente contro
la presenza francese in Algeria, Marocco e Mauritania che
imponeva stretti vincoli al nomadismo Saharawi
1957 - 1958
Fallimento di un grande movimento anticoloniale represso dall'azione
congiunta ispano-francese, operazione Ecouvillon-Ouragan.
Dello stesso periodo è la scoperta degli enormi giacimenti
di fosfati di Bou-Craa. Il territorio acquista per la Spagna
una grande importanza economica tanto da venire diviso in
due province del tutto equiparabili a quelle spagnole: Rio
de Oro e Saguia el Hamra (provvedimento delle Cortes del 1958).
1960
Il Marocco, rivendicando la Mauritania, non ne riconosce l'indipendenza.
1963
Guerra delle sabbie tra Algeria e Marocco in seguito alle
rivendicazioni marocchine su gran parte del sud-ovest algerino.
1965
-16 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la prima
risoluzione sul Sahara Occidentale, chiedendo alla Spagna
di ritirarsi dal territorio richiamandosi al diritto all'autodeterminazione
del popolo Saharawi.
1966
-20 dicembre: la Risoluzione 2229 dell'Assemblea Generale
dell' ONU chiede alla Spagna di organizzare un referendum
nel Sahara Occidentale per permettere alla popolazione autoctona
di esercitare il diritto all'autodeterminazione. Altre sei
risoluzioni simili seguiranno fino al 1973.
1968
Nel gennaio, a Smara, Mohamed Basiri, giornalista Saharawi,
fonda il Movimento di Liberazione del Sahara (MLS)
1969
Dopo nove anni dall'indipendenza della Mauritania il Marocco
ne riconosce la sovranità.
1970
-17 giugno: a Zemla, quartiere di El Ayoun, migliaia di Saharawi
manifestano pacificamente contro il colonialismo e per l'indipendenza.
Il Tercio spagnolo reprime nel sangue la manifestazione. Mohamed
Basiri, rapito dai servizi di sicurezza spagnoli, scompare.
Di lui non si saprà più niente.
1972
Nel giugno a Rabat l'OUA (Organizzazione per l'Unità
Africana) con la risoluzione 272 approva gli appelli dell'ONU
in favore di un referendum per l'autodeterminazione nel Sahara
Occidentale. In realtà il vertice è l'occasione
per Hassan II del Marocco e Ould Daddah, presidente della
Mauritania di accordarsi segretamente sulla spartizione della
colonia spagnola.
1973
-10 maggio: nasce il Fronte POLISARIO (Fronte Popolare per
la Liberazione del Saguia el Hamra e Rio de Oro) grazie ad
alcuni studenti e ai militanti delle precedenti lotte anticoloniali.
Primo responsabile è nominato Brahim Ghali.
-20 maggio: prima azione del Fronte POLISARIO con l'attacco
alla postazione militare spagnola di Khanga nel nord del Sahara
Occidentale.
1974
-4 luglio: a seguito dell'intensificarsi della guerriglia
Saharawi l'amministrazione spagnola approva uno Statuto d'autonomia
per il territorio.
Hassan II del Marocco mette in guardia il dittatore Franco
da ogni decisione presa senza il parere dei paesi vicini riguardo
la sorte del territorio.
-20 agosto: la Spagna annuncia all'ONU la volontà
di organizzare entro dodici mesi un referendum. L'amministrazione
coloniale tenta questa carta a sorpresa nella speranza di
far prevalere , nella consultazione, elementi filospagnoli.
Viene completato il censimento che individua circa 74000 elettori
fra la popolazione Saharawi. Hassan II, infuriato, avverte
che si opporrà con ogni mezzo a questa operazione.
Nel frattempo il secondo congresso del Fronte POLISARIO elegge
segretario El Uali Mustafa Sayed.
-25 novembre: l'ambasciatore di Spagna all'ONU, Jaime de
Piniés, dichiara davanti alla IV Commissione, quella
sulla decolonizzazione,: "Il popolo Saharawi ha una propria
personalità di cui si sente orgoglioso; possiede una
indubitabile coscienza nazionale considerando che ogni decisione
sul suo futuro gli appartiene. Si sarebbe potuto reclamare
direttamente l'indipendenza del territorio ma la Spagna ha
preferito attenersi alla dottrina stabilita dall'Assemblea
Generale rispetto al Sahara ed è disposta a decolonizzare
questo paese e a procedere alla sua autodeterminazione con
tutte le garanzie che la comunità internazionale può
esigere."
-13 dicembre: l'ONU, su pressioni di Marocco e Mauritania,
invita Madrid a rinviare la tenuta del referendum e chiede
l'avviso consultivo della Corte Internazionale di Giustizia
dell'Aia sullo status giuridico del Sahara Occidentale prima
della colonizzazione.
1975
-16 gennaio: Madrid annuncia il rinvio del referendum di autodeterminazione.
-10 - 11 maggio: una missione d'inchiesta delle Nazioni Unite
nel Sahara Occidentale prende atto delle massicce manifestazioni
a favore del Fronte e dell'indipendenza. In particolare nel
rapporto , reso pubblico il 15 ottobre, si può leggere:
"la Missione ha comprovato che la popolazione, o per
lo meno la quasi unanimità delle persone che ha incontrato,
si è pronunciata categoricamente a favore dell'indipendenza
e contro le rivendicazioni territoriali di Marocco e Mauritania.
Con le sue manifestazioni e dichiarazioni la popolazione ha
dimostrato l'appoggio agli obiettivi del Fronte POLISARIO
favorevole all'indipendenza del territorio".
-22 maggio: la Spagna si dichiara disposta a mettere fine
alla sua presenza nel Sahara Occidentale.
-16 ottobre: la Corte dell'Aia rende noto il proprio parere
concludendo che " non esistono vincoli di sovranità
tra il territorio del Sahara Occidentale da una parte ed il
Regno del Marocco e la Mauritania dall'altra, tali da impedire
la realizzazione del referendum di autodeterminazione mediante
l'espressione libera ed autentica della volontà della
popolazione del territorio". Hassan II annuncia una marcia
di 350000 "volontari" verso El Ayoun (Marcia verde).
-24 ottobre - 5 novembre: migliaia di marocchini si ammassano
alla frontiera col Sahara Occidentale. A Madrid il governo
spagnolo, con Franco agonizzante, inizia negoziazioni con
Marocco e Mauritania nonostante il disaccordo dei militari
che non volevano cedere all'arroganza del monarca di Rabat.
Il 2 novembre Juan Carlos di Borbone, principe di Spagna ,
e Capo di Stato in carica dal 30 ottobre, recatosi ad EL Ayoun,
dichiara: "Si farà tutto il necessario affinché
il nostro esercito conservi intatto il suo prestigio ed onore.
La Spagna manterrà i suoi impegni e cercherà
di mantenere la pace, dono prezioso che dobbiamo conservare.
Desideriamo proteggere i legittimi diritti della popolazione
civile Saharawi, visto che la nostra missione nel mondo e
la nostra storia lo esigono."
-6 novembre: la marcia verde marocchina attraversa le frontiere.
-14 novembre: accordi tripartiti segreti di Madrid: la Spagna
consegna l'amministrazione, non la sovranità, del nord
e del centro del Sahara Occidentale al Marocco e il sud alla
Mauritania in cambio d'importanti concessioni economiche.
E' chiaro che il valore di questo trattato è inficiato
dal non rispetto delle indicazioni della Comunità Internazionale
e della volontà degli abitanti.
-20 novembre: muore Francisco Franco.
-28 novembre: proclamazione di Guelta: 67 membri, più
dei 2/3, dell'organo consultivo Saharawi creato dalla Spagna
nel periodo coloniale (la Yema-a) si riuniscono a Guelta,
ancora non occupata dagli invasori, e procedono all'autodissoluzione
della stessa Assemblea , ribadendo la volontà Saharawi
all'indipendenza. Il giorno seguente i membri della Yema-a
dissolta si riuniscono a Mahbes con centinaia di altri notabili
e dirigenti del Fronte POLISARIO. Alla presenza quindi di
tutte le tendenze politiche viene confermato l'appoggio agli
obiettivi del Fronte ed è liberamente eletto un Consiglio
Nazionale di 40 persone che richiama l'Ait Arbain (Consiglio
dei Quaranta) di epoca precoloniale.
-dicembre: comincia l'evacuazione militare e civile degli
spagnoli mentre le armate marocchine e mauritane continuano
l'invasione del territorio ostacolate dal solo POLISARIO.
Inizia l'esodo dei civili Saharawi verso i confini del Sahara
Occidentale con l'Algeria.
1976
-gennaio: l'aviazione marocchina bombarda con napalm, bombe
a frammentazione e fosforo bianco i centri abitati, le colonne
dei fuggiaschi ed i primi campi di rifugiati a Guelta Zemmour,
Tifariti, oumdreiga ed Amgala nel Sahara Occidentale.
-26 febbraio: la Spagna ultima il ritiro dal Sahara Occidentale.
-27 febbraio: il Fronte ed il Consiglio Nazionale Saharawi
proclamano la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD);
una repubblica in esilio nata per colmare il vuoto istituzionale
lasciato dalla partenza degli spagnoli. Arrivarono i primi
riconoscimenti internazionali fra i quali, il 6 marzo, quello
dell'Algeria con conseguente rottura diplomatica fra Algeri
e Rabat.
-aprile: si concludono le operazioni di trasferimento dei
profughi dal Sahara Occidentale verso il deserto dell'Hammada
di Tindouf, concesso all'Algeria, dove avrà inizio
la straordinaria esperienza sociale, politica e civile degli
accampamenti Saharawi.Nonostante le migliaia di morti causate
dai bombardamenti e nonostante gran parte del popolo Saharawi
non sia riuscita a fuggire, il Fronte POLISARIO El Uali Mustafa
Sayed.
II III Congresso del POLISARIO (dal 26 al 30 agosto) elegge
al suo posto Mohamed Abdelaziz.
1977
-febbraio: attacco dell'ELPS (Esercito di Liberazione Popolare
Saharawi) alla linea ferroviaria che dalle miniere mauritane
di ferro di Zouerat arriva fino a Nouadibhu, porto della Mauritania
ai confini col Sahara Occidentale.
-aprile: iniziano le azioni di "commandos del mare"
Saharawi contro le navi straniere che pescano nelle acque
territoriali della RASD;
Nuovi attacchi Saharawi contro Zouerat. La Mauritania chiede
aiuto al Marocco.
-dicembre: in seguito alle continue operazioni militari dell'ELPS,
la Mauritania è economicamente in ginocchio. Ould Daddah
chiede aiuto alla Francia che interviene direttamente per
la prima volta nel conflitto con alcuni aerei jaguars.
1978
-10 luglio: colpo di stato militare in Mauritania. Ould Daddah
viene destituito.
-12 luglio: il Fronte POLISARIO proclama il cessate il fuoco
con la Mauritania.
L'attenzione dell'ELPS è adesso tutta indirizzata
contro il Marocco con l'inizio dell'offensiva Houari Boumedienne.
1979
-20 febbraio: la Francia, pur vicina al Marocco, riconosce
il diritto dei Saharawi all'autodeterminazione.
-20 luglio: vertice OUA a Monrovia (Liberia), in cui viene
proposta l'indizione di un referendum contenente l'opzione
dell'indipendenza.
La Mauritania vota questa risoluzione come preludio agli
accordi di Algeri del 5 agosto che siglano la pace con la
RASD. La Mauritania si impegna al ritiro dal Sahara Occidentale.
-11 agosto: il Marocco, in spregio ad ogni regola di diritto
internazionale invade la zona del Sahara Occidentale occupata
dalla Mauritania e se ne impadronisce.
-21 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione
34/37 che riafferma il diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione
e all'indipendenza; riconosce la legittimità della
lotta del POLISARIO per ottenere i propri diritti; si felicita
dell'accordo di pace con la Mauritania; deplora la persistente
occupazione marocchina e l'estensione di questa alla parte
del Sahara Occidentale evacuato dalla Mauritania; esige la
ritirata delle forze del Marocco e il rispetto dell'integrità
del territorio e della sovranità della sua popolazione.
1980
Le Forze Armate Reali (FAR) marocchine subiscono una serie
di gravi rovesci militari.
-11 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione
35/19 che conferma il contenuto di quella dell'anno precedente
e sollecita, per la prima volta, negoziazioni dirette tra
il POLISARIO ed il Regno del Marocco.
Per uscire dall'impasse militare il Marocco inizia a costruire
i primi dei sei muri di sabbia destinati a proteggere le zone
utili del Sahara Occidentale (miniere e principali città)
e a trasformarle in un'immensa prigione a cielo aperto.
1981
-26 giugno: XVIII Riunione dell'OUA a Nairobi (Kenya). Hassan
II accetta l'idea del referendum nel Sahara Occidentale intendendolo,
in realtà, come consultazione confermativa dell'occupazione.
-24 novembre: l'Assemblea Generale dell'ONU con la Risoluzione
36/46 ribadisce la necessità di conversazioni dirette
tra il Marocco e il Fronte POLISARIO per risolvere il problema
del Sahara Occidentale.
1982
-22 febbraio: la RASD è ammessa formalmente come 51°
stato membro dell'OUA.
-23 novembre: L'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione
37/28 che riafferma il diritto inalienabile del popolo Saharawi
all'autodeterminazione e all'indipendenza e la necessità
di negoziati diretti fra il Marocco e il Fronte POLISARIO.
Le Nazioni Unite si dichiarano pronte a cooperare pienamente
con l'OUA per l'organizzazione di un referendum giusto ed
imparziale.
1983
-aprile: fallimento dei colloqui segreti fra il Fronte ed
emissari marocchini.
-11 giugno: ad Addis Abeba l'OUA esorta le due parti in conflitto
ad intraprendere trattative dirette ed auspica il referendum
(Risoluzione AHG 104).
-7 dicembre : l'Assemblea Generale dell'ONU adotta per consenso
la Risoluzione 38/40 che riprende quanto proposto dall'OUA
con la Risoluzione AHG 104 del giugno ed invita ad una partecipazione
effettiva delle Nazioni Unite all'organizzazione del referendum.
1984
-27 febbraio: la Mauritania riconosce la RASD.
-13 ottobre: il Fronte POLISARIO lancia l'offensiva militare
"Grand Maghreb".
-13 novembre: la RASD siede come Stato membro al XX vertice
dell'OUA.
Il Marocco abbandona l'organizzazione.
-5 dicembre: l'Assamblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione
39/40 dove si ribadisce l'appoggio delle Nazioni Unite ad
un dialogo diretto fra le due parti in vista della realizzazione
del referendum.
1985
-2 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU approva la Risoluzione
40/50 dove si conferma quanto espresso in precedenza e si
incarica il Segretario Generale Perez De Cuellar di procedere
a consultazioni.
Per tutto l'anno continuano gli attacchi dell'ELPS contro
le posizioni marocchine.
1986
Continua la guerra d'usura.
-aprile: fallimento delle negoziazioni dirette tra il Fronte
POLISARIO ed il Marocco intraprese a New York sotto l'egida
dell'OUA e dell'ONU.
-31 ottobre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione
41/16 analoga alla risoluzione dell'anno precedente.
1987
-aprile: viene completato il 6° muro marocchino detto
il "Grande Muro" che racchiude circa i 7/8 del Sahara
Occidentale.
-14 maggio e 29 ottobre: il Parlamento Europeo adotta due
risoluzioni che denunciano la violazione dei diritti umani
in Marocco.
-novembre: 19 esperti dell'ONU e dell'OUA visitano il Sahara
Occidentale per verificare le possibilità logistico-materiali
per la realizzazione di un referendum di autodeterminazione.
-4 dicembre: l'Assemblea Generale dell'ONU adotta la Risoluzione
42/78 dal contenuto simile alla precedente.
-17 dicembre: il Parlamento Europeo torna a condannare la
repressione marocchina delle zone occupate in occasione della
missione di verifica OUA e ONU del novembre.
1988
-16 maggio: riapertura delle relazioni diplomatiche fra Algeria
e Marocco interrottesi nel 1976.
-11 agosto: il Segretario Generale dell'ONU Perez De Cuellar
propone la proclamazione del cessate il fuoco e l'organizzazione
di un referendum di autodeterminazione sotto il controllo
internazionale. Il censimento spagnolo del 1974 sarà
la base per la realizzazione delle liste degli aventi diritto
al voto.
-30 agosto: il Fronte POLISARIO e il Marocco accettano le
proposte del Segretario Generale.
-20 settembre: il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adotta
la Risoluzione 621 con la quale accoglie il rapporto di De
Cuellar e prende nota dell'accordo del 30 agosto tra il POLISARIO
e il Marocco sulle proposte congiunte del Segretario Generale
dell'ONU e del Presidente in esercizio dell'OUA.
-6 novembre: il Fronte polisario decreta un cessate il fuoco
unilaterale.
-22 novembre: l'Assemblea Generale dell'ONU con la Risoluzione
43/33 conferma le risoluzioni passate e si felicita per il
raggiunto accordo di principio tra il Fronte POLISARIO e il
Regno del Marocco riguardo la celebrazione di un referendum
di autodeterminazione; chiede, inoltre, alle due parti di
intraprendere negoziazioni dirette. La Spagna vota a favore
della risoluzione, per reazione Hassan II annulla la sua visita
nel paese iberico e, contemporaneamente, riprendono vigore
sulla stampa ufficiale le rivendicazioni su Ceuta e Melilla.
1989
-4 gennaio: Hassan II riceve a Marrakech alcuni responsabili
del POLISARIO.
-21 febbraio: Hassan II rinvia un secondo incontro e, riguardo
al primo, afferma che ha solo voluto incontrare dei sudditi
marocchini.
-2 marzo: davanti alla provocazione del Re il Fronte annuncia
la ripresa delle operazioni militari che si moltiplicheranno
durante l'anno.
-15 marzo: il Parlamento Europeo adotta una risoluzione secondo
la quale il problema del Sahara Occidentale è un problema
di decolonizzazione che deve essere risolte in funzione dell'inalienabile
diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
-25 ottobre: l'Assemblea generale dell'ONU adotta per consenso
una risoluzione che esorta il Segretario Generale a continuare
gli sforzi per arrivare alla celebrazione di un referendum
di autodeterminazione nel Sahara ed invita le parti in conflitto
ad utilizzare il dialogo come mezzo per ristabilire la pace
nella regione.
1990
-febbraio: Amnesty International pubblica un corposo dossier
sulla violazione dei diritti umani in Marocco.
-aprile: nuova tregua unilaterale decisa dal Fronte POLISARIO.
-18 giugno: Perez de Cuellar rende noto il piano di pace
(S/21360) per il Sahara Occidentale.
-27 giugno: il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva la
Risoluzione 658 dove si accoglie con soddisfazione il rapporto
del Segretario Generale contenente nei dettagli il piano di
risoluzione pacifica del conflitto.
-luglio: incontri separati a Ginevra fra esponenti marocchini
e del POLISARIO con emissari dell'ONU.
-settembre: nuovo dossier di Amnesty International sul fenomeno
dei " desaparecidos " Saharawi nelle zone occupate
dal Marocco.
1991
-19 aprile: Rapporto del Segretario Generale ( S/22464 ) che
presenta il piano di pace definitivo.
-29 aprile: il Consiglio di Sicurezza, con la Risoluzione
690, approva ed appoggia il progetto presentato dal Segretario
Generale e determina la Missione delle Nazioni Unite per il
Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Il referendum
è previsto per il 26 gennaio 1992.
-agosto: il Marocco scatena una grande offensiva a pochi
giorni dall'entrata in vigore del cessate il fuoco previsto
dal piano di pace. Le zone del Sahara Occidentale controllate
dal Fronte POLISARIO sono messe a ferro e fuoco; vengono distrutti
alcuni centri abitati che i Saharawi stavano ripopolando al
fine di ospitare i votanti per il referendum. Molte vittime
fra i civili.
-6 settembre: entra in vigore il cessate il fuoco previsto
dal piano di pace; si avvia lo spiegamento della MINURSO nel
territorio.
-ottobre/novembre: seconda Marcia Verde. In chiara violazione
delle norme sul cessate il fuoco, decine di migliaia di coloni
marocchini vengono trasportati dal Marocco nel Sahara Occidentale:
chiedono di essere ammessi nelle liste elettorali che, precedentemente
accettate dalle due parti, adesso non sono più riconosciute
dal Regno del Marocco.
Continua il boicottaggio di Rabat al piano di pace: i materiali
tecnici dell'ONU sono bloccati nei porti marocchini; il vessillo
dell'ONU non può sventolare su El Ayoun, capitale del
Sahara Occidentale occupato; i caschi blu non hanno libertà
di movimento.
L'ONU è impotente.
-dicembre: improvviso voltafaccia del Segretario Generale
Perez de Cuellar che, nel suo ultimo rapporto prima della
fine del mandato, accetta di modificare i criteri per stabilire
i votanti del referendum in senso apertamente filo-marocchino
e senza aver prima consultato la controparte.
Il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per il
Sahara Occidentale, lo svizzero Johannes Manz, non volendo
partecipare ad una farsa ed avendo sempre denunciato le manovre
dilatorie del Marocco, dà le dimissioni, dall'incarico
per l'aperta ostilità del governo marocchino nei suoi
confronti.
-20 dicembre: per la prima volta nella storia un rapporto
del Segretario Generale (S/23299) dell'ONU non viene immediatamente
accettato dal Consiglio di Sicurezza. Presentata più
volte (il 21-23-27 dicembre) la relazione di De Cuellar nella
quale si propongono nuovi criteri pro-marocchini per stabilire
i votanti, non raggiunge l'unanimità al Consiglio di
Sicurezza.
-31 dicembre: con la Risoluzione 725 il Consiglio di Sicurezza
ringrazia il Segretario Generale per l'impegno profuso ma
ribadisce le risoluzioni precedenti; si dà mandato
al nuovo Segretario Generale, Boutros Ghali, di presentare
un nuovo rapporto per febbraio.
Questo smacco viene invece presentato dal Marocco come un
grande successo secondo la nota attitudine della diplomazia
marocchina a considerare "confuso ciò che è
chiaro e chiaro ciò che è confuso".
1992
-gennaio: il referendum viene rinviato sine die.
Prosegue la repressione nei territori occupati dal Marocco
in seguito a manifestazioni indipendentiste.
La MINURSO è impotente.
-5 febbraio: viene reso pubblico il rapporto di una missione
del Senato degli Stati Uniti nel Sahara Occidentale: "Le
responsabilità dei gravissimi ritardi del piano di
pace sono da attribuire al Marocco, alla sua volontà
di non collaborare e al mancato sostegno del Segretario Generale
dell'ONU alla MINURSO.
-28 febbraio: rapporto (S/23662) di Boutros Ghali, neo Segretario
Generale, che prende atto dei ritardi del processo di pace
e propone un rinvio di almeno tre mesi per salvare il piano
delle Nazioni Unite.
-25 marzo: è nominato il nuovo Rappresentante Speciale
per il Sahara Occidentale, il pakistano Sahabzade Yaqub Khan.
-aprile: prosegue il trasferimento di coloni dall'interno
del Marocco verso il Sahara Occidentale con il chiaro intento
di forzare la mano alle Nazioni Unite.
-29 maggio: nuovo rapporto (S/24040) di Boutros Ghali che
individua nei criteri di identificazione degli aventi diritto
al voto gli ostacoli maggiori per la realizzazione del referendum.
Un nuovo rapporto è previsto per la fine di settembre.
-31 agosto: il Consiglio di Sicurezza accoglie il rapporto
del Segretario Generale ed invita le parti in conflitto a
fare "sforzi eccezionali per assicurare il successo del
piano di pace".
Per tutta risposta proseguono i preparativi per le consultazioni
(municipali, legislative, e di riforma costituzionale) marocchine
previste anche nel Sahara Occidentale, in totale disprezzo
delle raccomandazioni dell'ONU. Questa decisione di Rabat
è un'ulteriore dimostrazione della volontà marocchina
di far fallire il referendum.
Il Fronte POLISARIO protesta davanti all'evidente provocazione.
-4 settembre: disattendendo l'indirizzo delle Nazioni Unite,
ha luogo anche nel Sahara Occidentale il referendum di approvazione
della nuova Costituzione marocchina con la quale il Re Hassan
II continua a riservarsi la politica interna, la politica
estera e religiosa.
-8 settembre: Hassan II reitera la provocazione annunciando
di voler convertire il Sahara Occidentale in una regione marocchina
senza tenere di conto il processo di autodeterminazione del
territorio stabilito dagli organi internazionali.
-24 settembre - 15 ottobre: esasperata dalle provocazioni
di Rabat, la popolazione civile Saharawi delle zone occupate
manifesta contro la presenza marocchina.
Il focolaio si accende ad Assa (estremo sud del Marocco dove
vivono molti Saharawi ) e si estende rapidamente ad El Ayoun,
Smara, Dahkla, Boujdour ed in tutto il Sahara Occidentale.
L'intervento delle forze speciali marocchine è durissimo
e centinaia saranno gli scomparsi Saharawi in seguito alla
repressione.
-ottobre: il Segretario Generale invita alle trattative dirette
il Fronte POLISARIO ed il Marocco.
Il rapporto, previsto per fine settembre, è rinviato
così di 6-8 settimane.
-16 ottobre: elezioni municipali in Marocco, estese pure
nel Sahara Occidentale.
1993
-28 gennaio: rapporto del Segretario Generale (S/25170) dove
sono proposte tre possibilità per sbloccare il piano
di pace:
1) Intensificare il dialogo tra le parti in modo da arrivare
ad un accordo sulle modalità di organizzazione del
referendum.
2) Celebrare il referendum il prima possibile modificando
sostanzialmente il corpo elettorale.
3) abbandonare l'attuale piano di pace per cercare una soluzione
alternativa.
-5 febbraio: rapporto del Dipartimento di Stato degli USA
sulla pessima situazione del rispetto dei diritti umani in
Marocco.
-23 febbraio: rapporto di Amnesty International che esprime
preoccupazione per le continue violazioni dei diritti dell'uomo
nel Sahara Occidentale occupato.
-2 marzo: Risoluzione 809 del Consiglio di Sicurezza che
conferma le risoluzioni precedenti ed esprime forte preoccupazione
per le persistenti divergenze fra le due parti. Ribadendo
che il censimento spagnolo del 1974 è la base per stabilire
gli aventi diritto al voto non ammette il criterio di ampliamento
preteso dal Marocco; incarica il Segretario Generale ed il
Rappresentante Speciale di procedere celermente all'applicazione
di quanto stabilito e di preparare un altro rapporto per maggio.
La risoluzione accoglie la prima proposta contenuta nel rapporto
del Segretario Generale: la seconda possibilità, osteggiata
dal Fronte POLISARIO, è scongiurata.
-14 aprile: appello di Amnesty International contro la sistematica
violazione dei diritti umani in Marocco e nel Sahara Occidentale.
-21 maggio: rapporto di Boutros Ghali (S/25818) che preannuncia
un nuovo rapporto per la fine di luglio ed una sua visita
nella regione allo scopo di stimolare le due parti in conflitto
a trovare un accordo sul corpo elettorale.
-27 maggio: il Parlamento Europeo approva una risoluzione
che condanna la pratica delle sparizioni perpetrata dal Marocco
contro i saharawi delle zone occupate.
-31 maggio: visita di Boutros Ghali nella regione.
-25 giugno: elezioni legislative in Marocco, estese anche
al Sahara Occidentale occupato.
-16 luglio: incontro, ad El Ayoun, tra una delegazione del
Fronte POLISARIO ed una del Marocco.
Rabat proseguendo nelle provocazioni, pubblicizzerà
la riunione come un incontro tra Saharawi fedeli alla monarchia
e Saharawi dissidenti, non volendo assolutamente mettere in
discussione la marocchinità del Sahara.
-28 luglio: rapporto di Boutros Ghali (S/26185) che esprime
soddisfazione per l'incontro di El Ayoun, pur permanendo fondamentali
divergenze tra il Fronte ed il Marocco.
-25 ottobre: fallisce un incontro a New York tra il Fronte
POLISARIO e il Marocco. Rabat, all'ultimo istante, cambia
la composizione della delegazione inserendovi transfughi del
Fronte ed escludendovi rappresentanti di livello del proprio
governo. Per il Marocco il problema del Sahara Occidentale
esiste solo per i Saharawi che devono arrivare, tra loro,
ad una soluzione pacifica nel quadro della comunità
marocchina. Questo atteggiamento viene duramente criticato
dai membri del Consiglio di Sicurezza; in particolare la rappresentante
degli Stati Uniti all'ONU definisce il comportamento del Marocco
"provocatorio ed inaccettabile" e avverte che "la
pazienza degli USA è al limite".
-24 novembre: rapporto del Segretario Generale (S/267979)
che stima che il referendum non potrà aver luogo prima
della metà del 1994; Boutros Ghali ribadisce la propria
autorità per portare avanti la missione.
-4 dicembre: il Consiglio di Sicurezza invita il Segretario
Generale a proseguire negli sforzi per porre termine al conflitto
del Sahara Occidentale.
1994
-gennaio: Yacoub Khan, Rappresentante Speciale per il Sahara
Occidentale, effettua una visita nella regione. Il POLISARIO
critica duramente l'atteggiamento apertamente filomarocchino
del diplomatico pachistano.
-15 gennaio: incontro fra Mohamed Abdelaziz, Segretario Generale
del Fronte POLISARIO, e Boutros Ghali, a Ginevra.
-11 febbraio: visita di Mohamed Abdelaziz negli USA.
-10 marzo: rapporto di Boutros Ghali (S/1994/283). Il Segretario
Generale fa il punto sul lavoro della Commissione di Identificazione:
1) I formulari per l'iscrizione nelle liste degli aventi
diritto al voto sono stati distribuiti, dopo dicembre 1993,
nelle zone occupate e nei campi profughi Saharawi.
2) Il governo mauritano è disponibile a stabilire
alcuni uffici di registrazione nelle regioni di Nouadhibou
e Zouerat.
3) Dal febbraio 1994 tutti i rifugiati Saharawi compresi
nel censimento hanno fornito le generalità necessarie
anche se queste non sono state trasferite sugli appositi formulari.
Boutros Ghali propone infine tre opzioni per uscire dalle
difficoltà:
a) Organizzare il referendum alla fine del 1994 senza la
collaborazione di una delle due parti (sottinteso i Saharawi-N.D.R.)
e seguendo il calendario annesso.
b) Proseguire i lavori della Commissione d'Identificazione
sulla base dei criteri stabiliti dal Segretario Generale e
tentare, nel frattempo, di ottenere la cooperazione delle
due parti. In luglio un nuovo rapporto dovrà informare
sui progressi compiuti.
c) Porre progressivamente fine all'operazione della MINURSO,
sospendere il processo d'identificazione e mantenere una presenza
militare ridotta nel territorio solo per conservare il cessate
il fuoco.
-29 marzo: La Risoluzione 907 del Consiglio di Sicurezza
opta per la soluzione (b) chiedendo di rispettare il calendario
previsto e pregando il Segretario Generale di presentare il
rapporto entro il 15 di luglio.
Prosegue il rifiuto marocchino ad accettare la partecipazione
di osservatori dell'OUA al piano di pace.
-12 luglio: rapporto del Segretario Generale (S/1994/819):
la Commissione d'Identificazione ha continuato il suo lavoro
ed all'inizio di luglio sono iscritti nelle liste circa 76.000
potenziali elettori. L'identificazione di questi elettori
non è iniziata per le difficoltà sorte con la
designazione degli osservatori dell'OUA, sgraditi al Marocco.
Boutros Ghali propone un nuovo calendario:
-31 agosto: limite per ricevere le domande d'iscrizione.
-Entro il 15 dicembre: ritiro parziale dell'esercito marocchino
e termine dei lavori della Commissione d'identificazione.
-Entro il 25 gennaio 1995: data del referendum e termine
per il rimpatrio di tutti gli elettori.
-14 febbraio 1995: data del referendum.
-Marzo 1995: fine del ruolo della MINURSO.
-17 luglio: il Fronte POLISARIO sottolinea il ruolo ambiguo
e parziale svolto dal Segretario Generale e ribadisce l'importanza
della presenza degli osservatoridell'OUA al referendum.
Nello stesso documento il Fronte chiede ufficialmente al
Segretario Generale ed al Consiglio di Sicurezza di preservare
l'integrità del piano di pace e di non procedere con
azioni che si limitano a riflettere la posizione del Marocco.
-29 luglio: il Consiglio di Sicurezza decide di attendere
il nuovo rapporto del segretario Generale, previsto a fine
agosto, per esprimersi compiutamente.
-28 agosto: a sorpresa la Commissione d'Identificazione fino
ad allora bloccata dà avvio al lavoro di riconoscimento
degli aventi diritto al voto.
-19 settembre: nuova visita di Moamed Abdelaziz negli Stati
Uniti.
-novembre-dicembre: Boutros Ghali propone di moltiplicare
per venti gli Uffici della Commissione d'Identificazione degli
aventi diritto al voto. Attualmente funzionano solo quattro
uffici, due nelle zone del Sahara Occidentale occupato, due
negli accampamenti Saharawi.
Il IX Congresso del Fronte POLISARIO è previsto per
i mesi di marzo/aprile 1995. |