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| STORIA |
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La fuga a Tindouf sotto le bombe dei marocchini.
E' l'inizio del '76. nell'estremo sudovest dell'Algeria, nel
deserto di Tindouf, arrivano i primi profughi Saharawi: cittadini,
alcuni pescatori, che hanno dovuto abbandonare i centri abitati
del Sahara occidentale, non più colonia spagnola. La
vasta area, oltre a subire le mire della Mauritania, comincia
ad essere invasa dal Marocco. Sono sopravvissuti a marce estenuanti
sotto i bombardamenti e si radunano attorno ai rari pozzi
d'acqua. Il rischio di epidemie li costringe ad espandersi
nel territorio circostante dove si costituirà un modello
comunitario unico al mondo. Modello che già trova espressione
in una repubblica, la Rasd, difesa da un proprio esercito
: Il Fronte Polisario. |
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E' la guerra con le Land Rover
contro il nemico.
Al Polisario il compito di iniziare la liberazione nazionale.
I Saharawi si muovono su un duplice piano: militare e diplomatico.
Con le Land Rover razziate ai nemici, compiono veloci incursioni
e altrettanto rapide ritirate contro gli obiettivi militari
dei Mauritani. Poi si rivolgono contro quelli marocchini. Comincia
la resistenza più dura. Per respingere gli attacchi il
Marocco difende i suoi obiettivi con muri innalzati nel deserto
tutelati da sofisticati apparati elettronici.Il fronte combatte
ma nel frattempo persegue anche un'ostinata azione diplomatica
verso Stati stranieri perché si giunga ad una soluzione. |
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Nell'88 si esulta. S'annuncia il
referendum.
Nell'agosto dell'88 nei campi si esulta di gioia. Marocco e
Polisario sottoscrivono un accordo di pace negoziato dal segretario
generale dell'ONU Perez de Cuellar. Nel piano due punti di compromesso:
Il primo riguarda la presenza militare e amministrativa marocchina
nei territori occupati, l'altro il corpo elettorale: Rabat accetta
che il censimento effettuato dagli spagnoli nel '74 serva da
base per la lista degli elettori che dovranno scegliere, con
un referendum, tra l'indipendenza e l'unione con il Marocco.
Il voto è previsto per il '92. |
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Il Marocco fa fallire il piano
di pace.
Ma non è così. Il Marocco pone ostacoli, soprattutto
per ciò che riguarda le liste elettorali. La mossa è
astuta perché il piano prevede che la loro pubblicazione
dia inizio al cessate il fuoco. La tregua viene proclamata a
partire dal 6 settembre '91. Ma poiché non tutte le condizioni
sono state rispettate, Rabat rifiuta di mettere in pratica il
progressivo disimpegno dai territori occupati. |
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Terre occupate. Regime poliziesco per gli oppositori.
Grazie agli accordi con la Comunità Europea il Marocco
riprende lo sfruttamento delle miniere e dei banchi di pesca,
mentre nei territori occupati la popolazione Saharawi è
sottoposta a un regime poliziesco. I processi non vengono celebrati,
gli scomparsi sono circa 850. Il Polisario potrebbe riprendere
le armi, ma teme di vedersi attribuire la responsabilità
del fallimento di un piano di pace che il suo nemico, a parole
ma non nei fatti, dichiara di volere. Così il Fronte
ha chiesto trattative dirette col Marocco. Ma finora il re ha
concesso solo brevi udienze. |
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